ETTORE SCOLA

ETTORE SCOLA.

ADDIO AL CINEMA ITALIANO CHE NON C’E’ PIU’ …

Con discrezione, nel freddo dell’inverno arrivato all’improvviso, se ne è andato Ettore Scola.
Con Risi, Germi, De Sica, Fellini era a pieno titolo un “uomo di cinema”. Non soltanto regista (di cinema e teatro), infatti, ma sogettista e sceneggiatore che ha contribuito alla grande stagione del cinema italiano tra gli anni 50 e 70.

Era l’epoca di un cinema che procedeva per filoni ben distinti e paralleli c’erano i “polizziotteschi” film d’azione truci e “trucidi” che, a guardarli oggi, ricordano un po’ certi prodotti giapponesi incentrati sulle arti marziali; c’erano le commedie “scollacciate” e volgarotte, gavetta per i giovani e palcoscenico per tanti caratteristi; c’era infine il cinema d’autore, quello che, denunciando con disincanto, faceva riflettere. Un cinema dove poteva accadere anche di sorridere, ma in modo amaro.
Scola ha ben rappresentato quest’ultimo genere. Pensiamo a film come “Brutti, sporchi e cattivi” o “Dramma della gelosia. Tutti i particolari in cronaca” sulla vita di un “clan” di borgata e del proletariato urbano, “Una giornata particolare” o “La Famiglia”, affreschi di situazioni sociali e familiari che si intrecciano e sono segnati dagli eventi storici, “La Terrazza” riflessione su illusioni e fallimenti della generazione uscita dalla guerra e protagonista della vita sociale e politica italiana tra gli anni 70 e 80 (molto originale in questo film la tecnica narrativa, che mostra personaggi contemporaneamente presenti ad una cena in successione, come se si riavvolgesse la pellicola e ci si concentrasse di volta in volta su ciascuno dei protagonisti della scena).
Accanto a questi titoli, da tutti ricordati, vi sono poi realizzazioni apparentemente meno note, ma altrettanto pregevoli, ad esempio “Il mondo nuovo” sugli eventi e sulle idee della rivoluzione francese o “Splendor”, che riprende suggestioni legate al ricordo dei cinema di paese e di certi film (come ha fatto con altrettanta fortuna Tornatore).
In una intervista lo stesso Scola ha dichiarato di essere stato molto colpito dal cinema di Antonioni, ma molto nei suoi film si ritrova del neorealismo e della lucida analisi sociale ed umana. Inevitabilmente ci si chiede se il cinema italiano di oggi abbia ancora esponenti che sappiano portare avanti messaggi concreti con questa attenzione e sensibilità, facendo divertire senza dimenticare di pensare.
Grazie Maestro. 

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