BIG TIME RUSH

BIG TIME RUSH

SEMPRE LA STESSA MUSICA

La serie, conclusasi nel 2013 alla quarta stagione, riprende un modello in voga e già ampiamente collaudato di sit-com, che prevede la promozione di un gruppo musicale, in questo caso la band dei Big Time Rush. Le fan della serie diventano inevitabilmente fan della musica dei quattro ragazzi protagonisti (Kendall, James, Carlos e Logan). Come avveniva ne “I Jonas L.A”, con i lanciatissimi Jonas Brothers nel 2010, si racconta la vita dei cantanti che, essendo anche degli adolescenti, devono cimentarsi con i problemi tipici della loro età. E di nuovo, proprio come loro, la Big Time Rush si trasferisce a Los Angeles, per tentare di diventare delle vere superstar. Non ritroviamo in questa sit-com elementi che la differenziano particolarmente dalle altre proposte dello stesso genere, sia a livello di contenuti che di format. Il ritmo è concitato, le battute veloci, di un umorismo

semplice e immediato, mai volgare. In ogni puntata i ragazzi si trovano di fronte a un problema da risolvere con umorismo e collaborazione, che sia il programma del loro tour o la preparazione del ballo scolastico. Un dato sicuramente positivo è che proprio in virtù delle loro origini (vengono da un piccolo paese del Minnesota), tutti loro cercano, non senza qualche difficoltà, di non assumere atteggiamenti da “star”, oltre che di arginare le pressioni dello studio discografico circa il “look” e il comportamento da tenere con il loro pubblico. In definitiva, sono un gruppo di amici, ognuno con le proprie diversità, che rappresenta uno dei maggiori quesiti legati al successo: si può rimanere se stessi, anche raggiungendo la fama? Le resistenze dei ragazzi, chi più chi meno, dimostra allo spettatore adolescente che ciò è possibile, che è importante non perdere dei pezzetti di sé lungo la strada, per quanto sembrino piccoli. L’intervento degli adulti è praticamente nullo, incarnato dal personaggio della madre di Kendall, che comunque è coinvolta nella vita del figlio e quindi della band. La serie contiene messaggi positivi ma forse sarebbe il caso di ripensare alla struttura di un format che appare ormai logoro; si segnala infatti un tentativo ormai palese di creare un prodotto costruito ad hoc per invitare gli adolescenti a diventare consumatori di cd, di vestiti, sfruttando la tendenza dei ragazzi ad imitare i loro idoli tanto nei comportamenti quanto nel look. Insomma, le band cambiano, ma qui si suona sempre la stessa musica. Quella dei registratori di cassa.

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