CHE DIO CI AIUTI 3 II

CHE DIO CI AIUTI 3

LA RELAZIONE CHE AIUTA

Con uno share del 30,97%, si conclude la terza stagione di Che Dio ci aiuti, con una puntata molto particolare, ricca di colpi di scena e sempre tante emozioni. Le storie principali tra i protagonisti possono definirsi concluse, ciascuna con un finale di successo, tranne che per Rosa che Guido lascia per tornare con Azzurra. Forse per lei, gli autori avranno in serbo nuovi copioni per la stagione successiva, come anche chiaramente annunciato nei titoli di coda del gran finale. Tutto bene quel che finisce bene. Del resto, la fiction si incentra sui temi dei legami e dei valori come l’amicizia, la sincerità e il perdono. Ed è sul tema del perdono che i protagonisti dimostrano di valere. Vediamo il perdono di Alice per una madre fragile e immatura; il perdono di Margherita per se stessa dopo la morte di Emilio quando si concede un’altra possibilità per essere felice;

il perdono di Azzurra per Rosa, e quello di Davide per il burbero nonno che poi invece si scioglie in un’infinità di sentimenti verso il nipote. Anche lui cade sotto i colpi benevoli delle suore perché in fondo stare insieme gratifica, soddisfa il bisogno di non stare soli. È nella relazione, quindi, che si fonda il messaggio della fiction. Sono relazioni che hanno una storia ma anche quelle che nascono per caso e che accendono e scaldano il cuore. Sono relazioni di amicizia e fratellanza, come tra Rosa e Azzurra; relazioni di parentela come tra Davide e il nonno; anche relazioni di parentela acquisita tra Guido e lo stesso Davide; le relazioni di amicizia sincere tra le ragazze, che pure mantengono intatta la propria identità; e infine le relazioni di coppia che resistono pure fino oltre la morte (Margherita e Emilio). Relazioni che legano gli uni agli altri come in una grande famiglia: il convento è esso stesso la grande famiglia dove ci si rifugia per un problema e dove l’accoglienza delle suore garantisce una protezione e un calore unico. Suore come madri che accolgono e allevano vite in difficoltà per motivarle a una progettualità sana e cristiana. Anche di fronte a casi umani che creano disagio o scompiglio, per i quali la commedia si tinge tenuamente di giallo, cercando di scovare il colpevole o la magagna sotto la menzogna di turno, la morale di sr Angela volge al rispetto e al dubbio sano: quel dubbio che presuppone necessariamente la bontà delle persone, qualunque cosa esse facciano. Come una madre, che accetta e silenziosamente segue il proprio figlio lungo il cammino della sua vita. Rai1

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