Collateral – Un polizesco ai tempi della Brexit

Collateral ha inizio con un fattorino della Regal Pizza, Abdullah Asif, che viene ucciso subito dopo una consegna all’ex moglie del parlamentare laburista David Mars. Oltre alla pizza, la donna si faceva consegnare della droga e, in qualche modo, ha delle responsabilità  nell’omicidio.

La detective di Scotland Yard, Kip Glaspie, capisce subito che ha a che fare con un caso complesso.  La sfida per lei è capire quali degli infiniti tasselli siano collegati all’omicidio o siano danni collaterali di una storia personale o di un sistema sociale fallimentare e corrotto.

L’unica testimone del crimine è Linh Xuan Huy, che non dice la verità perché ha un permesso di soggiorno scaduto.

Il pubblico vede nelle prime scene il volto dell’assassino che proviene da un ambiente molto lontano dalle prime mosse investigative. E questo ci fa capire subito che Collateral non è il solito crime.

La vera storia di Collateral

Collateral fotografa un’intera nazione alle prese con la crisi dei rifugiati e le pressioni dell’emigrazione dal Medio Oriente dopo la catastrofe umanitaria in Siria. E nel far questo, oltre ad un duro attacco all’isolazionismo, anche post-Brexit, racconta la crisi del partito laburista.

Collateral ci mostra come, inevitabilmente, tutto è sempre collegato. Un omicidio brutale di un giovane musulmano finisce con il coinvolgere  le istituzioni britanniche, il governo, i media, l’esercito, la Chiesa d’Inghilterra e persino gli effetti collaterali del conflitto  in Iraq e Afghanistan.

Un pure drama

Collateral non è solo un poliziesco e un thriller ben costruito,  è un dramma allo stato puro. Il tema centrale della serie è l’immigrazione clandestina inserito nel nuovo clima inaugurato dalla Brexit e raccontato con un forte spirito critico dal drammaturgo David Hare.

Con Carey Mulligan, nei panni di Kip Glaspie, un personaggio che brilla di luce propria, La BBC fa centro di nuovo. Inutile specificare che il livello di scrittura, recitazione e regia della serie sia altissimo.

Ecco il trailer italiano della miniserie disponibile su Netflix:

I protagonisti di Collateral

Kip, una donna incinta, che in un certo senso incarna la fragilità, esprime invece una forza umana che getta una luce di speranza in una società profondamente corrotta e in crisi.

Siamo diventati un piccolo paese crudele

dichiara alla stampa David Mars, rischiando di essere rimosso dal suo prestigioso incarico. Ma anche lui, che uomo è?

Kit Glaspie è un personaggio straordinario, incarna i valori profondi di una Europa cristiana che non c’è più, almeno, a quanto sembra, nel Regno Unito. La compassione tutta femminile per le due donne irachene, sorelle della vittima, la spingono a battersi per scoprire la verità e far loro avere un trattamento più umano.

Per contrasto anche Sandrine Shaw, la donna soldato, è un personaggio simbolo del  dramma della guerra, della corruzione e della violenza sessista.

I personaggi femminili sono il vero capolavoro della sceneggiatura di David Hare. La regia di S.J. Clarkson è tutta tesa a uscire dagli stereotipi del genere poliziesco, privilegia i primi piani, il silenzi, le atmosfere all’azione in senso stretto.

 

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