CRIMINAL MINDS 12

CRIMINAL MINDS 12

LO SPLATTER E LA SUA MATRICE NICHILISTA

 

La dodicesima stagione è iniziata lunedì 11 settembre su Rai Due.

Come è noto ormai al pubblico, la serie ha conservato nel tempo lo stesso format. L’Unità di Analisi Comportamentale (BAU, Behavioral Analysis Unit) composta da psichiatri e criminologi dell’FBI,  studia il serial killer, ne stila un profilo, lo individua  quindi lo cattura. La sede centrale della BAU è a Quantico, in Virginia ma la squadra si sposta a bordo di un aereo quando la polizia locale di altri stati chiede il loro aiuto.

I Soggetti Ignoti sono feroci serial killer, psicopatici che mietono vittime legate in qualche modo alla proiezione di traumi subiti nell’infanzia.
Quest’anno si unisce alla squadra Luke Alvarez, un cacciatore di teste che prende il posto di Derek Morgan. L’agente Hotch esce di scena e ritorna l’amata agente Prentis. Queste le novità almeno accertate fino a ora.

Abbiamo seguito sempre con molta attenzione questa serie e, sebbene i nostri pareri siano stati per lo più positivi, talvolta abbiamo avvertito il pericolo che un prodotto così ben pensato potesse scivolare nello splatter, (per splatter s’intende uno stile che si serve di artifici macabri e raccapriccianti , che ostenta violenza e si compiace di scene truculente) . Purtroppo gli episodi iniziali di questa nuova serie non ci lasciano ben sperare.

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Ci è sempre piaciuta in Criminal Minds la riflessione antropologica. Le puntate si aprono con frasi di personaggi famosi che hanno lasciato una traccia positiva e sapienziale nella storia dell’umanità: grandi pensatori, poeti, filosofi, leader religiosi e politici, questo per indicare che l’essere umano può commettere grandi nefandezze ma anche raggiungere livelli squisiti di umanità. L’intento di tale riflessione è quello di raccontare, a livelli estremi, il dramma interiore dell’uomo  e di ipotizzare le origini e le responsabilità effettive della scelta del male. Un trattato di psichiatria criminale: qualcuno ha definito la serie.

Quando però le scene superano semanticamente la necessità del genere, e creano una sorta di eccessivo shock emotivo, allora il pericolo dello splatter si fa reale, e lo splatter ha sempre una matrice nichilista.

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