Dead to me | Amiche oltre la morte

Jen è un’agente immobiliare diventata da poco vedova: suo marito Ted è morto investito da un’auto pirata che non si è fermata a prestare soccorso.

Vive in una grande e bella casa in una cittadina di mare, con due figli Charly ed Henry, e ha un rapporto conflittuale con la suocera una donna ruvida e fredda. Ma è con la sua rabbia che Jen proprio non riesce a fare i conti. I suoi rapporti sociali sono sempre molto formali e lei non si lascia andare ad alcuna leggerezza emotiva.

 

Jen incontra Judy

Durante gli incontri ad un gruppo terapeutico per l’elaborazione del lutto, Jen incontra Judy, una ragazza fragile ma con un cuore grande, nonostante tutto.

È una pittrice sconosciuta, che espone i suoi quadri presso la galleria del suo ex Steve, narcisista e cinico. I suoi soggetti sono semplici ma profondi, come l’elemento che li contraddistingue. Bambine dal volto delicato, dipinte con toni pastello, e una grande ferita al centro del loro petto: un cuore vuoto che le attraversa da parte a parte.

Judy ha infatti un grande bisogno di affetto e Steve non è riuscito a colmarlo. La sua storia di lutto racconta della poliabortività, motivo per cui Steve l’ha lasciata ed è questa condizione che la spinge a mentire a Jen nei primi tempi del loro rapporto di amicizia.

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Perdere un bambino non è la stessa cosa che perdere un marito, ma ognuno risponde al dolore come può. È questo che sostiene il pastore che cura gli incontri sul lutto: accettando il dolore altrui, Jen comincia ad ammorbidirsi nei confronti di Judy al punto da invitarla a vivere in casa sua, nella dependance che il marito usava come sala di registrazione.

Come in un Thelma e Louise moderno, le due amiche cominciano ad entrare l’una nella vita dell’altra, a farsi coraggio per superare le vicende drammatiche ma anche quelle spensierate come due adolescenti.

Il ritmo del film è avvincente perché posa sulla storia del lutto un velo di ironia e a volte comicità insospettabili. Un sapore agrodolce che funziona: anche questo fa parte dell’essere resilienti.

I due compagni, apparentemente lontani l’uno dall’altro, sono invece molto simili: entrambi ormai ben lontani dalla relazione con le rispettive partner, interessati al loro narcisismo ed egoismo, distanti affettivamente al punto di crearsi due vite parallele. È forse questo che accomuna le due donne, ma soprattutto è l’essere donna che le rende uniche.

 Alla ricerca dell’affetto …

Judy lo cerca in Jen, in Steve quando la sua dipendenza affettiva torna a farsi sentire e in Nick un ex detective che la rispetta, uomo di sani principi, umile ed onesto. Ma Judy nasconde un gran segreto e la maschera che ha finito di costruire su di sé, comincia a starle stretta.

C’è chi le vuole davvero bene ma è proprio con loro che lei non riesce a essere sincera. L’autore dell’omicidio è proprio lei, una notte mentre guida a tutta velocità con Steve: un uomo apparso in strada dietro la curva, viene colpito sfonda il parabrezza e finisce per terra.

Per lo spavento Steve intima a Judy di scappare contro la sua volontà ma non reagisce e fuggono. A causa di questo immenso senso di colpa Judy non riesce a convivere e comincia a frequentare gli incontri sul lutto, soprattutto per conoscere Jen.

 

… e della verità.

I tentativi di Judy di espiare la colpa sono diversi, cercare di lenire il tormento emotivo e soprattutto cercare di proiettare sull’altro la responsabilità di quanto commesso. Perché, paradossalmente, è una persona buona a cui non manca tanto il cuore, come nelle tele che dipinge, ma proprio il coraggio che la porta a fare scelte sbagliate.

In fondo, lei sa di aver sbagliato ed è in nome di questo pezzo mancante che fa davvero di tutto. È in Jen che trova ciò che la completa: cercata quasi per convenienza, trova in lei quel qualcuno che capisca chi è veramente.

Lei, che lavora in una casa di riposo amata dai suoi ospiti, come Abe, un vecchio signore buono e saggio che la consiglia e la difende. Lei che si fa arrestare per una colpa non sua pur di salvare la sua amica dai guai e cercare di accomodare la sua colpa più grande. Lei che una spiritualità ce l’ha e crede al Paradiso e all’Inferno, e nel pettirosso che Henry crede sia suo padre al punto da regalargliene uno intagliato di legno. Lei che confessa e si lascia investire della rabbia di Jen perché è giusto così ma perché è il suo perdono che cerca, ben più della pena che l’aspetta.

Judy è così, “con il caos che l’accompagna”, come dice Steve parlando di lei ed è proprio questa sua paradossalità che cattura la sensibilità di Jen.

Lei che un’amica non ce l’ha, che non ha mai stretto amicizia nemmeno con la sua vicina da otto anni. Lei che credeva di avere una bella famiglia e che invece scopre, dopo il lutto, di avere avuto un marito infedele, un adolescente che spaccia droga a scuola e un bambino irascibile e prepotente con i suoi compagni.

Il lutto per la perdita e quello per il tradimento sono certamente due esperienze difficili da metabolizzare. Rimettere di nuovo tutto in discussione e vergognarsi delle proprie emozioni proprio quando il compagno è qualcuno da odiare e non da compiangere.

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Perché lui aveva già da un anno una relazione con una ventenne dal petto rigoglioso e sano. Lei, Jen, operata di mastectomia e ‘rifatta’ per ragioni di salute, per cui il marito non la desiderava e passava altrove. Al punto da sostenere di aver perso sua moglie a seguito del cancro, pur di legittimarsi la sua nuova relazione.

Certezze che si sgretolano sotto i suoi piedi, passo dopo passo. Lei che fin dall’inizio combatte per scoprire chi sia il colpevole di questa sua perdita, che dopo la scoperta del suo tradimento cerca di scoprire chi sia la rivale ed ancora combatte per difendere la sua famiglia da quella che credeva fosse una amica vera ed invece ancora un altro nemico. Lei, una donna che combatte. Come Judy anche se in modo completamente diverso.

Eppure, nonostante tutto, è parlando con Steve a proposito dell’incidente che coglie la sincerità di Judy. Accade tutto nell’ultima puntata della prima stagione di questa avvincente serie televisiva. Il riavvicinamento è istantaneo, Jen capisce subito che la sua amica, lontana ora chissà dove, sarebbe tornata indietro a salvare quel pover’ uomo, perché non sono certo i soldi e il potere a salvarti, ma la purezza interiore.

E mentre Judy tenta il suicidio proprio nel punto in cui è morto Ted, arriva la telefonata di Jen. Per legittima difesa ha appena sparato a Steve ed ora il corpo galleggia nella piscina della sua grande casa.

“Ripartire da zero”

È nell’acqua che si trova Steve ed è in questo momento che le due amiche hanno pareggiato i conti. Possono così ripartire da zero, lo dice il Vangelo e lo spiega Lorna a suo nipote Charlie durante il battesimo di Henry. L’acqua è infatti un elemento che ritorna spesso nella serie e che ha un solo ed unico significato simbolico: lavare il peccato e mondare la colpa. “Nasciamo tutti colpevoli e peccatori, ma quando veniamo battezzati ricominciamo daccapo. Quindi devi chiedere di essere perdonato e ripartire da zero”.

Le due amiche possono così riprendere le loro vite insieme e custodire il loro grande segreto. Una nuova stagione le aspetta. Basterà questo per riscattarle?

 

DEAD TO ME
Cast: Christina Applegate, Linda Cardellini, James Marsden, Ed Asner, Diana Maria Riva
Ideator: Liz Feldman
Casa di produzione: CBS Television Studios
In onda su Netflix dal 3 maggio 2019

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