Don Matteo 11 – Il valore aggiunto della femminilità

Don Matteo 11, la serie con il sacerdote più arguto di Spoleto, non poteva non riservare sorprese.

Don Matteo torna, infatti, nell’undicesima edizione con importanti novità. A cominciare dalla sigla che perde il familiare motivetto che aveva accompagnato la piccola comunità umbra in tutti i suoi spostamenti geografici, per trovare la veste di un nuovo film che davvero dimostra di essere cambiato. La scelta del paesaggio non è casuale e contempla la piana di Castelluccio di Norcia recentemente colpita dal terremoto , per restituire il senso di una rinnovata bellezza paesaggistica.

Dopo esattamente un anno, la prima puntata vede la comparsa di un nuovo Capitano in caserma. Giulio Tommasi infatti è partito per Roma con Lia, la piccola Martina e il bimbo che Lia teneva in grembo.

Al suo posto è stato assegnato il Capitano Anna Olivieri, una giovane ufficiale che darà del filo da torcere al maresciallo Cecchini e a tutti i suoi uomini. Ancora fresca di accademia, molto ferma sulle regole di comportamento e sulla disciplina non mancherà di riprendere il buon vecchio maresciallo sul lavoro e nella sua vita privata, specie per l’assidua frequentazione con don Matteo.

Anna è legata a Giovanni, giovane avvocato in crisi che vuole farsi prete a seguito di una condanna poi finita male. Il rapporto tra i due verrà quindi segnato dal contrasto della ragione e del sentimento: il rigore della divisa che tradisce la gentilezza e la fragilità di una giovane donna contro il sentimento della fede mosso dalla colpa e dal rimorso di un’azione inevitabile. Il cruccio di Giovanni diventa sempre più opportunità di espiazione e ricostruzione di una propria identità, abbracciando l’incontro con Dio. Anna non è però d’accordo con la sua scelta e accusa don Matteo di averlo condizionato.

Solo nella conduzione delle indagini e nel rapportarsi con i vari imputati, come pure nell’osservazione del comportamento del sacerdote, Anna scopre aspetti di sé che la rendono più morbida nei giudizi e nelle considerazioni. Ed il suo rigore pian piano vacilla sempre più di fronte alla scelta di vita del suo compagno. Anna si rivelerà quindi una donna complessa, dura ma docile che farà del suo lavoro uno strumento di conoscenza dell’altro, più da un punto di vista umano che professionale. La vicinanza con don Matteo, già fin dalla prima puntata, si dimostra un gran contributo alla crescita umana e sensibile della giovane ufficiale.

Anche in caserma muta il rapporto tra i colleghi. L’appuntato Ghisoni lascerà la scena al nuovo collega Zappavigna, un ragazzotto timido ma deciso, interessato alla figlia di Cecchini e a far bella figura con il Capitano. Accanto al maresciallo, Ghisoni resterà tra i volti conosciuti della caserma ma consentirà al nuovo di calcare le scene.

E Cecchini? L’arrivo della Olivieri non lo lascia di certo indifferente, per via delle considerazioni stereotipiche e prevenute sulle donne in divisa. Il teatrino tra i due appare scontato ma pur sempre divertente e richiama quella comicità di coppia così cara alla commediola italiana. Intanto, a rincarare la dose interviene un nuovo pubblico ministero, precedentemente interpretato da Dario Cassini, ma decisamente meno formale nell’animo e nell’abito. Marco Nardi, ovvero Maurizio Lastrico ex cabarettista di Zelig, ha da poco lasciato sull’altare la sua fidanzata dopo aver scoperto il classico clichè del tradimento.

È dunque particolarmente infervorato sulla cosa che si lascia condizionare dalla sua attuale misoginia anche durante gli interrogatori nelle indagini. Il Capitano da una parte e il pm dall’altro aprono ad un altro teatrino di scontri più o meno seri sulla condizione umana: il confronto col diverso, l’uomo e la donna, la regola e l’eccezione, l’etichetta e la sciatteria e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, un grande ritorno all’insegna dell’umanità che da sempre contraddistingue una delle serie più longeve della televisione. Il vecchio e il nuovo che si mescolano e che danno un nuovo aspetto alla serie (dalla sigla alle new entry), mantenendo inalterato il messaggio valoriale. Il perdono, il rispetto dell’altro, la possibilità di un cambiamento internosono tra i significati di un senso di umanità da sempre riconosciuto e condiviso. Promettenti pertanto gli ascolti che indicano il 31,6% di share già solo per la prima puntata.

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