E’ ARRIVATA LA FELICITA’ (continua)

E’ ARRIVATA LA FELICITA’ (continua)

QUANDO E’ LA COPPIA ETERO A ESSERE DISCRIMINATA

E’ andata in onda ieri sera,giovedì 22 ottobre, la terza puntata della serie “E’ arrivata la felicità” con Claudio Santamaria, Claudia Pandolfi, Simona Tabasco, Giulia Bevilacqua, Lunetta Savino, Ninetto Davoli, Edwige Fenech, Massimo Wertmuller.

Coppie etero? Individui nevrotici, immaturi, bugiardi, instabili, cinici. Coppia gay? Due donne equilibrate, mature, sincere, premurose. Questa è discriminazione al contrario. D’altronde lo avevano segnalato nella recensione di “ Provaci ancora prof.”, il difetto principale di queste fiction è che mentono tradendo non solo la realtà, ma lo spirito stesso della commedia che è quello di dire la verità sia pure in modo scherzoso.
Orlando e Angelica, Angelica e Vittorio, Orlando e Nunzia, Nunzia e Pietro, Pietro che fa sesso “ strano” , per dirla alla Verdone, con la sua legittima sposa ma è attratto da Nunzia che però è preoccupata perché Orlando non fa le dovute avances, il problema è che a Orlando piace Angelica e lei sta per sposarsi con Vittorio. Poi ci sono i capostipidi di questa anomala genia. Pigi, il bambino che ha appena subito l’abbandono della madre per un motivo irresponsabile, deve sopportare due nonni mezzi scemi che lo portano alle manifestazioni contro sgombri di campi nomadi e lo straziano con le loro idee post- sessantottine passate di moda.
Insomma, tra gli etero non si salva nessuno, a parte il papà di Angelica e Valeria, personaggio, guarda caso, interpretato da Ninetto Davoli, bravissimo attore, per carità, ma per le sue scelte di vita, testimone significativo dell’ideologia che sottende questa serie TV.
Valeria e Rita invece sono la coppia perfetta. Stanno entrambe per diventare mamme grazie all’inseminazione praticata nella liberale Spagna. Sono tranquille, sincere, si rispettano, hanno un carattere equilibrato, cercano una casa adatta alle loro esigenze, tra loro c’è una delicatezza infinita, se qualcosa turba Valeria è l’atteggiamento negativo e perbenista della mamma con la quale lei cerca in tutti i modi di ricucire.
Se questa non è propaganda anti- etero qualcuno ci dimostri il contrario. Dagli autori brillanti e geniali di questa serie onestamente ci aspettavamo qualcosa di più originale. Se certi comportamenti omofobi possono essere poco caritatevoli e anche ridicoli, allo stesso tempo non si può accettare un deprezzamento così evidente delle relazioni etero. Lo ripetiamo forte e chiaro: nonostante i problemi odierni della famiglia (tradizionale) legati più ai disagi personali che al tipo di relazione, non si può ridurre tutto a nevrosi, menzogna, cinismo e irresponsabilità.

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