ELENA E CHIARA

ELENA E CHIARA

SORELLE: UN’ANALISI PSICOANALITICA

Elena e Chiara sono sorelle.
Chiara la maggiore, vive lontano dalla famiglia d’origine. La sua è una scelta di vita: lontano dagli occhi, lontano dal cuore come si dice. Quello che sarebbe dovuto diventare suo marito ha rivolto le attenzioni su sua sorella, Elena, con cui ha poi formato una famiglia.

L’affronto subito da Elena prima, poi da Roberto, è stato difficile da sopportare. È intollerabile, non è giusto e così Chiara diventa un brillante avvocato in carriera. C’è bisogno di ristabilire l’ordine nella sua vita, specie nei suoi affetti e forse è meglio restar sola che con qualcuno. La sua vita ora è scandita da abitudini semplici e tranquille, fino a quel giorno.

Elena è di nuovo fuggita di casa: il suo matrimonio è finito quasi subito ed ora ella si trova con tre figli da mantenere. Due gemelli preadolescenti e un bambino con una importante dislessia. Son troppe cose a cui pensare. Alla sua natura ribelle si aggiunge la consapevolezza di non riuscire a gestire la crescita dei figli e soprattutto ad accettarne la disabilità.

La preadolescenza riattiva in lei il fantasma mai sparito della sua stessa ribellione adolescenziale mai conclusa e quindi mai superata. Elena non è veramente cresciuta, vive in una bolla tutta sua. Questa sua incompleta maturazione è altresì richiamata dalla patologia del figlio piccolo. La dislessia mal trattata in quanto negata si trasforma, per la madre, in un modo alternativo di leggere la realtà; proprio come fa lei, nascondendo la testa sotto la sabbia. Una madre alternativa, riluttante a crearsi delle abitudini perché le mettono ansia, convinta sostenitrice delle cause ambientali e di tutto ciò che è fuori nel mondo. Tranne nel suo, tranne in quello della sua famiglia e dei suoi figli.

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Pur tuttavia lei scappa, da qualcosa o da qualcuno, e quando viene ritrovata non c’è più ormai più niente da fare. Giace morta in fondo a un torrente con la testa spaccata.
Questo tragico evento rompe gli equilibri fino a quel momento faticosamente tirati su. E lo sa bene Chiara quando lo scopre. Una morte che è soprattutto disordine mentale ed emotivo.
La mamma Antonia, che cede il passo ad una imminente demenza, non è mai stata in grado di seguire le figlie ma anzi le è sembrato più facile intromettersi nella loro giovinezza.

Ammiccare al nuovo fidanzato di Chiara rende Antonia molto simile alla figlia Elena e la svincola dal suo ruolo di madre. Come è stato poi per Elena, ora, nella gestione dei suoi figli. Roberto, il padre di questi bambini, dopo aver creato scompiglio nella famiglia di Chiara, si è rifatto una vita con un’altra donna lontano da tutto. Torna solo in occasione della scomparsa della sua ex moglie. Ed è qui che il triangolo si ricrea, nonostante l’assenza di Elena. Dapprima quello intrafamiliare tra Chiara, la madre e Elena, poi quello tra le sorelle e Roberto. Rivalità dunque.

La dinamica psicologica tra le sorelle e i fratelli è ben nota soprattutto quando vi sono famiglie con figli dello stesso sesso. Se i figli son tutti maschi o tutte femmine non vi è possibilità di conoscenza e di relazione con i coetanei del sesso opposto. È possibile quindi individuare maggiore rivalità tra fratelli (o sorelle) per conquistare l’attenzione e l’affetto del genitore del sesso opposto. Di conseguenza in età adulta le persone cresciute con fratelli dello stesso sesso, risulteranno essere estremamente competitivi con i rivali in amore, secondo la questione edipica di fondo. Generalmente, nelle famiglie con figli di sesso diverso ciò non accade per via della possibilità di accedere più facilmente al genitore trasversale, sempre che i genitori non abbiano particolari preferenze per l’uno o l’altra figlia. A tutto ciò va aggiunto, e non sottovalutato, la peculiarità del rapporto madre-figlia di per sé importante ma delicato. Quel che è certo è che la rivalità tra fratelli è un aspetto normale nello sviluppo psicofisico dei figli ed anche necessario. Uno strumento di conoscenza e di crescita.

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I fratelli sono i primi avversari e l’ostacolo che li separa dall’amore della madre e del padre, e sono in questo riconoscibili tutti i processi di gelosia dei fratelli maggiori all’arrivo del fratellino più piccolo. Ma è anche vero come in tanti contesti familiari, la gelosia per il nuovo arrivato si trasformi in occasione per stabilire con lui una complicità atta a spostare l’attenzione dei genitori sul piccolo e permettergli quindi di svincolarsi dall’inevitabile triangolazione: più che un rivale, un alleato contro i genitori.

In questa prima puntata della fiction “Sorelle” conosciamo solo il passaggio successivo alla complicità e non possiamo che confermare l’ipotesi freudiana di rivalità edipica.
Elena e Antonia sono molto simili e i loro destini, incredibilmente intrecciati. Chiara non trova infatti alcun contatto con loro, specie con la madre dopo tutto questo tempo di lontananza. È come una piccola bambina Chiara, da sola contro tutti che cerca disperatamente di farsi sentire. Abbandonata e incompresa fugge da Matera per ricostruirsi una vita che abbia più senso e ordine di quella predisposta da sua madre.

Per nulla empatica, la madre -seppur ricercandola in preda al bisogno di appoggiarsi a qualcuno quando scopre che Elena non c’è- non si accorge della presenza di Chiara. Ella è solo funzionale al benessere di Antonia che, quindi, si appoggia a lei.
Una madre impossibilitata a darle amore e contenimento, forse perché così diversa da lei e quindi irraggiungibile. Lei che è ancora così ferma e indietro, si rivede in Elena e la protegge da tutto e da tutti, anche da Chiara.

Chiara diventa così il nemico di Antonia e dei nipoti, che mal sopportano il suo fare giudicante e il suo piglio pretestuoso: a casa, a scuola, nelle relazioni. Ma i figli hanno bisogno di quella madre, così com’è, e farebbero di tutto per aiutarla a nascondersi. È troppo cocente la consapevolezza di una madre che li ha abbandonati e ha preferito fare altro. Elena l’artista che crea forme d’arte anche nelle relazioni che la uccidono, Chiara che cerca di ristabilire un suo ordine grazie al lavoro di avvocato e Antonia che un inizio di demenza le ruba la memoria e il suo stare nel mondo, quasi a cancellarle gli errori di una vita. Donne sole e dure, come la pietra materana della scenografia.

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