Elite

Dopo il grande successo de la Casa di Carta, Netflix punta ancora sulla Spagna con un nuovo teen drama. Elite è una serie ideata da Carlos Montero e Dario Madrona.

Il teen drama vede tra il cast alcuni interpreti già celebri per il loro ruolo ne La Casa de Papel. In questo modo ha attirato, prima dell’esordio, già un gran numero di futuri fan.

Elite ripropone María Pedraza (Alison Parker) nella parte di Marina, la ragazza uccisa, Miguel Herrán (Rio) che interpreta Christian e Jaime Lorente (Denver) nei panni di Nano.

Un istituto liceale super prestigioso e classista, Las Encinas, è l’arena principale della serie Elite. Giovani sprezzanti e sicuri di essere i padroni del mondo si trovano però improvvisamente “ invasi” da tre ragazzi di estrazione popolare: Samuel, il cui fratello è un ex galeotto; Nadia, una ragazza musulmana fedele alla sua religione; Christian, giovane esuberante il cui unico obiettivo è farsi strada nel mondo.

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I tre ragazzi iniziano a frequentare l’istituto grazie a una borsa di studio. Un modo per riparare da parte di chi ha costruito un edificio scolastico che poi è crollato.
Lucrezia lo dice chiaramente, il loro ecosistema è stato sconvolto. Al punto che una serie di circostanze condurranno alla morte di una delle studentesse della scuola.

Razzismo, bullismo, droga, omosessualità: Elite tratta molti di questi argomenti in modo tuttavia superficiale. Il caso giallo è debole anche se, alla fine, il responsabile dell’omicidio non era affatto scontato. Singolare l’arma del delitto: il trofeo premio, l’oggetto che avrebbe dovuto essere associato a un meritevole comportamento scolastico. Impossibile non accostare Elite alla serie Le Regole del Delitto Perfetto nella quale l’omicidio viene commesso con la statuetta trofeo della dea della giustizia.

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Un trofeo premio che diventa un arma del delitto ha sicuramente una ricaduta tematica di Elite. La scuola non è certo un luogo dove si riceve una formazione morale. Inoltre, i ricchi non sono moralmente stimabili, perché dovrebbero esserlo i figli? I poveri hanno madri e padri scombinati oppure non integrati. E’ normale che farebbero qualsiasi cosa pur di sentirsi parte dei privilegiati. Il caso di Christian è il più penoso. Accetta un mènage à trois e si prostituisce pur di fare il modello.

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Alla fine, il punto di vista degli autori di Elite non è così interessante perché, come accade spesso in questi casi, mostrare il marcio diventa l’unico obiettivo. Si condanna il razzismo e la prepotenza di classe ma anche i poveri non ne escono immuni.

Samuel e Natia sembrano incarnare dei modelli positivi ma il primo viene travolto dal fratello Nano che è semplicemente un delinquente. Natia ha sì dei valori, per questo affascina il rampante e aitante Guzman, ma fondamentalmente non è libera, è invece vittima dell’ oscurantismo islamico del padre.

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Marina, la vittima, è la figlia del costruttore che ha elargito le tre borse di studio. Ha contratto l’HIV dopo essere stata drogata e abusata. E’ diversa dagli altri, è più accogliente nei confronti dei tre borsisti. Inizia anche una relazione con Samuel. Ma poi subisce il fascino del fratello di Samuel, il delinquente.

La location, le divise, gli amori, gli attori e anche una connaturale attrazione per la trasgressione: forse è questo che attrae i giovani fan di Elite. Ma possiamo essere certi di una cosa, quella degli autori è una visione molto parziale  della vita dei teen-ager.

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