Fargo Terza Stagione

Ace Hole, la targa della corvette rossa

Ray, uno dei due fratelli Stussy, avvelenato da una stupida gelosia nei confronti del fratello, sconvolge l’equilibrio di un mondo grottesco, finendo travolto dagli eventi. Così come era accaduto a Jerry nel film dei fratelli Coen, a Lester nella prima stagione, a Peggy e Ed nella seconda.

In Italia, in contemporanea con gli Usa, la terza stagione di Fargo va in onda dall’8 di maggio su Sky Atlantic. L’interprete per eccellenza è Ewan McGregor nei panni di entrambi i fratelli Stussy.

Non è un mistero che questa serie a noi piaccia molto e, anche se è impossibile per ora vedere le puntate finali, siamo certi che anche questa stagione non ci deluderà.
Nel prologo, ambientato nella gelida Berlino Est del 1988, un anno prima il crollo del muro, un ufficiale della Stasi interroga con sadismo un uomo innocente. Quale sarà il nesso di un inizio così criptico? “Non siamo qui a raccontare storie” dice l’aguzzino, “ma la verità”. C’è da dire che la serie si apre sempre con la frase “This is a true story”, pur non essendo vero. Ma il nesso, forse, andrà ricercato altrove. Lo scopriremo più avanti, quando avremo potuto godere dell’intera serie antologica.

Il giaccio sulle scarpe del presunto colpevole si scioglie formando un rivolo, viene inquadrata una foto di un paesaggio innevato, e poi, con una sapiente dissolvenza, da Berlino Est veniamo catapultati nei paesaggi ghiacciati dalla neve del Minnesota. Siamo nel 2010.

In questa stagione, come abbiamo già accennato, la molla che innesca la storia parte dal conflitto più antico del mondo, quello tra due fratelli.
Ray Stussy ha un aspetto trascurato, è squattrinato e un po’ stupido, è un agente di custodia, detesta il suo malpagato lavoro. Ce l’ha a morte con il fratello Emmit, uomo invece di successo, diventato ricco grazie a una società che gestisce i parcheggi. Ma come di regola nell’universo narrativo dei fratelli Coen, i due fratelli finiranno in balia degli eventi senza riuscire più a dominarli.

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Spinto da Nikki, una truffatrice in libertà vigilata, Ray cercherà di migliorare la sua condizione economica, commissionando un furto. Ricatta un piccolo criminale che è sotto la sua custodia. 

Il balordo deve rubare uno stupido francobollo a casa di Emmit. E’ una questione di principio. Ray è convinto che il fratello lo abbia imbrogliato nella spartizione dell’eredità paterna, barattando la corvette rossa in suo possesso con una collezione di francobolli di gran valore.

Qualcosa andrà storto, naturalmente. Drogato, ubriaco, dopo aver vagabondato con la sua auto, il balordo finirà con l’uccidere, a causa di un’omonimia, il patrigno anziano dell’agente Gloria, capo della polizia locale.
Da qui parte l’escalation di morte che fa parte della struttura drammaturgica di Fargo, il tutto raccontato con l’abile stile dell’autore delle serie, Noah Hawley.

Tra senso del grottesco e personaggi esagerati che affermano la stupidità del male, Gloria è l’unica donna ragionevole. A lei sarà affidato il compito di fermare un male a cascata, abbyssus abbyssum vocat, che è il cuore tematico di Fargo. Il male che non ha mai l’ultima parola.

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Gloria è una donna divorziata, il marito gay si è unito a un compagno, deve occuparsi del figlio mentre sul lavoro sta per essere demanzionata dal ruolo di Comandante. Un soggetto quindi debole se ci rifacciamo ai parametri di una società violenta come quella che fa da sfondo alla vicenda. Da subito ci viene presentata come un personaggio positivo, non solo, ma anche capace di ragionare e dire cose sensate, al contrario del resto del mondo.

Ace hole, che suona «asshole», tradotto: «stronzo». Questo è quanto leggiamo sulla targa della corvette rossa di Ray.
Seguite la serie, ve lo consigliamo!

Alessandra Caneva

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