Hanna

Hanna, la vera protagonista della serie

Hanna (Esme Creed-Miles) fin dai primi giorni di vita non si è mai allontanata dalla foresta. Ha vegliato su di lei Erik Heller ( Joel Kinnaman), un reduce di guerra che l’ha salvata da un destino orribile.

Hanna crede che sia suo padre e che sua madre sia stata uccisa nel tentativo di salvarla.

Non sa molto sul segreto della sua anomala esistenza. Sa solo che fuori da quella foresta c’è una umanità ostile, dove il male impera senza una legge che si contrapponga a esso. La madre di Hanna aveva ceduto la sua bambina in fasce a una sordida organizzazione. Ma poi, dopo averla vista nascere, non aveva più voluto separarsi da lei. E’ tornata sulle sue decisioni non immaginando nemmeno con chi e con che cosa avesse a che fare.

Hanna-istantv2

Nelle prime sei puntate tutto è avvolto nel mistero. Un mistero che comincia a dipanarsi verso la fine della serie.
Un giallo macchinoso, esperimenti di stile transumano su neonati per farne cosa? Dei guerrieri asserviti al potere con capacità straordinarie?

Esperimenti su esseri umani, un argomento trito e ritrito neanche troppo originale.

Quello che invece può risultare interessante sono i personaggi principali. Hanna in primis. A seguire Erik e Marissa (Mireille Enos ).

Cresciuta in un totale isolamento nelle foreste più remote dell’Europa dell’Est e sottoposta a un allenamento serrato, Hanna sa combattere come una guerriera.

hanna-istantv3

L’unica etica che possiede è legata alla sua sopravvivenza, l’unico scopo che persegue è la difesa nei confronti di un mondo che vuole la sua morte. Lo capiremo dopo il perché.

Non v’è dubbio che fa un certo effetto vedere una ragazzina di 15 anni tagliare la gola ad essere umani senza battere ciglio, uccidere con efferatezza chiunque si metta sulla sua strada per sopprimere il suo diritto a vivere.

Hanna-istantv4

Ma Hanna cresce. Il mondo al di là di quegli alberi segnati di rosso l’attrae. E, dopo 15 anni, i suoi nemici capeggiati dalla spietata Marissa Wiegler, la scoprono.  Marissa è un’ esponente di spicco di un ramo deviato della Cia e il suo scopo è quello che nessuno venga a sapere di quegli esperimenti su bambini.

Un personaggio catalizzatore

L’espediente drammaturgico del thriller, come già detto, è macchinoso. E’ Hanna il personaggio catalizzatore. Intrigante è anche come intorno a lei ruotino Erik e Marissa. Interessante è il groviglio interiore di questi due adulti che, nonostante le loro deprecabili vite, grazie alla ragazzina, ascoltano la coscienza e cercano di rimediare ai loro misfatti.

Erik, grazie a lei, ha riscattato se stesso, ha rischiato la sua vita, ha rinunciato a una esistenza normale per proteggerla.

Marissa ci impiega più tempo, ma alla fine anche lei finisce con il proteggerla. La Wiegler, che appare in principio spietata e assolutamente ligia al dovere, con il passare degli episodi, mostra sempre più il suo lato umano: le sue difficoltà nelle nuove relazioni affettive comprese quelle di madre adottiva,  le azioni del passato che la tormentano,  prendono sempre più il sopravvento.

Erik e Marissa provano sentimenti da genitori. E’ appunto un sentimento di paternità e maternità che emerge su quelle vite insanguinate.

Grazie a Marissa, Hanna può tornare a vivere nella foresta insieme a un’altra adolescente fuggita dal programma di sperimentazione su esseri umani.

La costruzione psicologica della ragazzina è frutto di una estrema bravura. Questo è un dato inoppugnabile. Uccide senza scrupoli, è vero, ma scopre, una volta costretta a girare l’Europa per sfuggire dai suoi inseguitori, che esistono teen ageer che hanno una vita normale, con due genitori magari imperfetti, come quelli di Sophie, ma che pur sempre si prendono cura di loro.  Prova dei sentimenti che non sono legati solo alla sopravvivenza.

Si sente attratta dalla normalità ma Hanna capisce che lei non potrà mai vivere nel mondo cosiddetto civile. Non solo perché in tutta Europa non esiste un luogo sicuro per lei, ma anche perché non è in grado di relazionarsi in modo sano con gli altri. La reclusione nella foresta l’ha segnata per sempre. Così sembra dalla prima stagione.

La serie tv Hanna su Amazon Prime Video è anche meglio del film da cui è tratta

La storia si basa sul riadattamento dell’omonimo film del 2011, diretto da Joe Wright (lo stesso di Anna Karenina, Orgoglio e Pregiudizio, ed Espiazione), interpretato allora da Saoirse Ronan, scritto da David Farr, qui anche produttore esecutivo nella creazione del prodotto televisivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *