I CARTONI ANIMATI IN ETA’ SCOLARE

I CARTONI ANIMATI IN ETA’ SCOLARE

RESILIENZA E CONDIVISIONE

Riprendiamo il nostro viaggio alla scoperta di quelle serie animate che riteniamo efficaci nell’accompagnare la crescita dei nostri figli.

Abbiamo già analizzato l’importante funzione socio-educativa che i cartoni animati esercitano su un pubblico in età prescolare, rilevando come essi favoriscano lo sviluppo cognitivo e psicologico del bimbo, contribuendo alla costruzione del suo orizzonte di valori e significati. Passiamo ora ad indagare quei cartoni animati rivolti ad un pubblico in età scolare (6 – 12 anni) che possono essere utili a rafforzare la percezione di sé, non tanto e non solo come soggetto singolo, ma come individuo inserito nella società, persona che ama, soffre e che impara a trovare nelle avversità le risorse per affrontare il futuro con coraggio.

Italia 1 ogni mattina dal lunedì al venerdì ripropone Anna dai capelli rossi. Ispirato all’omonimo romanzo della scrittrice canadese Lucy Maud Montgomery, Anna dai capelli rossi racconta le vicende di Anna Shirley, bambina orfana di entrambi i genitori costretta a rimettere insieme i cocci di un’infanzia distrutta. Nonostante la sua vereconda età (è stata trasmessa la prima volta in Italia nel 1980) i temi affrontati da questa serie sono sempre attuali: il lutto l’abbandono, la ricerca di nuovi punti di riferimento utili alla costruzione di una solida identità sono infatti temi universali che sopravvivono al trascorrere del tempo. Anna è una bimba povera e trascurata che ha sperimentato un lutto precoce, con la sua fervida immaginazione cerca di abbellire una realtà drammatica, contrassegnata dal dolore e dall’assenza. Con il proseguo degli episodi lo spettatore scopre così le sfide che la protagonista deve affrontare ogni giorno: dall’arrivo alla fattoria “Tetto Verde” nella quale si trova costretta ad esporre tutto il suo doloroso passato prima di sciogliere il cuore della gelida ed esuberante proprietaria Marilla ed essere cosi accolta in casa come figlia adottiva, all’ingresso a scuola in quarta elementare da semianalfabeta, dalla sua strenua lotta per emergere come studentessa assennata e diligente in tutte le materie, a bimba cagionevole in salute. L’adolescenza di Anna è inoltre caratterizzata dalla strenua competizione con Gilbert Blythe, suo compagno di classe: il contrasto dei due avrà tuttavia delle ripercussioni positive sulle scelte di Anna: questa si iscriverà alla scuola superiore con l’intenzione di primeggiare sempre sul compagno. La crescita comporta tuttavia cambiamenti e scelte difficili. Anna sarà costretta a lasciare gli amati genitori adottivi per proseguire gli studi superiori ma la morte improvvisa del padre adottivo Matthew e la malattia di Marilla spingeranno la ragazzina a porre un freno alle sue ambizioni per offrire aiuto e sostegno all’anziana donna. Anna rinuncia ad iscriversi all’università per assolvere ad un compito che ora ritiene più importante. E Gilbert? Nonostante il suo spirito combattivo vuole molto bene ad Anna ed è disposto a rinunciare al suo incarico di maestro per cederlo alla giovane e trovare un’occupazione più lontana e disagevole. Il dolore, l’impegno, l’ambizione, la rinuncia e l’amicizia sono valori ben rappresentati in una serie che, nonostante gli anni, è capace di lasciare ancora il segno.cucciolo-scooby-doo-a-pup-named-scooby-doo

A seguire, sempre su Italia Uno, troviamo Il cucciolo Scooby. Scooby Doo, piccolo e timoroso cane alano, vaga per il mondo insieme ai colleghi della Mistery Inc per risolvere enigmi inspiegabili, alla cui base vi sarebbero fantasmi, mostri e altre entità soprannaturali. Il programma riesce a coniugare con efficacia azione e divertimento senza trascurare l’atteggiamento solidale dei singoli protagonisti. La soluzione dei misteri, talvolta fortuita e rocambolesca, è il frutto della tenacia e del desiderio di condivisione dei singoli attori, un atteggiamento, questo, che rende compatta la squadra. Dal 1988 ad oggi Il cucciolo Scooby è stato oggetto di numerose repliche sui canali Cartoon Network, Boing e Italia 1 e rappresenta un invito ad esorcizzare la paura attraverso l’intuito, il sostegno ed un pizzico di buonsenso.PiccoloLord26
Proseguiamo con il Piccolo Lord. Prodotto dalla Nippon Animation e ispirato al romanzo per ragazzi ”Il piccolo Lord” di Frances Hodgson Burnett, la serie affronta in 43 episodi il tema del lutto e dell’assenza quali punti di partenza per la ricerca della propria identità, delle proprie origini e la riconquista della felicità perduta. Dopo l’improvvisa e prematura morte del padre, il piccolo Cedric “Ceddie” Errol, bambino cresciuto felice nei grigi anfratti di un quartiere popolare di New York, scopre la verità sulle sue origini: suo padre era il figlio minore del Conte di Dorincourt e fu diseredato dal nonno per aver sposato una donna modesta come sua madre Annie. Il piccolo Cedric parte così per l’Inghilterra e viene accolto dal nonno nella tenuta Dorincourt quale unico, legittimo erede. Cedric dovrà lottare molto per ritrovare la felicità. Il conte infatti, non accetta la presenza di Annie nel suo castello, e separa così il piccolo Lord da sua madre. Con il tempo la genuinità e l’innocenza di “Ceddie”, ora Lord Fauntleroy, sciolgono il cuore indurito del conte, ma l’eredità del protagonista rischia di essere usurpata quando giunge all’improvviso la notizia che una donna di nome Peggy Milan avrebbe avuto un figlio da una sua relazione con Bevis, il defunto figlio maggiore del conte di Dorincourt. Una serie ancora attuale, che pone l’accento ancora una volta sul dramma di una crescita prematura.peter pan

Passando a Rai Gulp, degno di nota risulta essere il film d’animazione “Le nuove avventure di Peter Pan”. Il rifacimento in 3d del celebre romanzo di James Barrie non lascia in ombra il significato profondo dell’opera: il recupero di un’infanzia negata e la voglia di giocare e divertirsi. Ritroviamo così Peter, la fatina Trllly, Wendy, John e Michael alle prese con le oscure trame del Capitan Uncino sull’Isola che non c’è. Peter rappresenta l’eterna giovinezza e la gioia, due modi di essere fuori da tempo e dalla dimensione terrena. Wendy e i suoi due fratelli, John e Michael vivono all’interno di una contrapposizione tra la figura del protagonista che non vuole crescere e i loro genitori, che, vittima del tempo, hanno dimenticato la loro natura celeste, smarrendo qualsiasi possibilità di Eterno. Questa polarità tra due mondi quello adulto e quello dell’infanzia, nonché tra due modi di essere è qui espresso da un’antinomia tra corpo e anima. Il primo rappresenta il peso del tempo, dei doveri e delle responsabilità terrene a cui ciascuno è chiamato, la seconda la leggerezza, l’incorporeità la gioia di vivere che sfugge a qualsiasi rapporto spazio temporale. Nonostante queste premesse, la necessità di giungere ad un legame indissolubile tra corpo ed anima è adeguatamente sottolineato alla fine di ogni puntata: quando Peter riaccompagna i bimbi nella loro casa a Londra, Wendy gli ricorda che c’è un tempo per giocare e un tempo per adempiere ai propri doveri, e che i due aspetti non sono necessariamente in contrasto.geronimost

Degno di menzione anche Geronimo Stilton. Il simpatico e maldestro topolino Geronimo è il protagonista di questa fedele trasposizione della serie di libri per bambini scritta da Elisabetta Dami. In qualità di direttore del giornale “Eco del Roditore”, Geronimo deve sfidare, insieme ai suoi amici topi, la concorrenza di Sally Rasmaussen, direttrice della “Gazzetta del Ratto”. Il cartoon pone l’accento sull’efficacia di scelte e comportamenti condivisi; il successo e il raggiungimento di un traguardo, infatti, sono possibili solo attraverso l’ascolto e il sostegno reciproco. Il buon esito di un’azione non appare mai come la vittoria di un singolo soggetto, ma piuttosto della squadra nel suo insieme, un gruppo che ha come unico scopo quello di sconfiggere i torti ripristinando la pace e la giustizia

In questo elenco non esaustivo abbiamo voluto valorizzare la “resilienza” quale capacità dell’individuo di trovare nelle difficoltà e nel dolore la forza per dare nuovo slancio e significato alla propria esistenza. Questa capacità di dare un senso e di trovare una soluzione alle avversità presuppone tuttavia la condivisione, l’ascolto, e il riconoscimento di un noi “essere società” dal quale non è possibile prescindere.
E voi quale altro cartoon consigliereste?

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