I DIECI COMANDAMENTI

I DIECI COMANDAMENTI

“ATTUALI COME IL TEOREMA DI PITAGORA… COSE CHE FANNO BENE ALL’ANIMA”

È Natale e quanti si aspettavano dalla Rai il solito film apri-feste un po’ melenso hanno dovuto adattarsi ad assistere a qualcosa di fuori dell’ordinario. Due ore di pura e semplice follia e chi vuol assistere allo show per favore si sforzi di credere nell’esistenza Dio, perché, se possiamo adattarci a credere nell’uomo ragno, per poco meno di due ore possiamo anche credere in Dio, altrimenti lo spettacolo non può cominciare. Poi Benigni compie l’impensabile. Parla della vita e dell’uomo, parla di un Dio che non è carino, un Dio che non è gentile, parla di un Dio profondo.

Non teme di scandalizzare e, se pure dovesse farlo, ne ride, perché sa che il divino inquieta ogni uomo. In due puntate e dieci “parole” vuole stimolare ad immaginare l’inimmaginabile e invita a perdersi nel sogno di Dio. Quanti di noi sapevano che ogni singolo comandamento contenesse così tanta roba? Nel primo comandamento Dio si presenta: egli è colui che libera dalla schiavitù. Dio comincia a dettare i suoi comandamenti e parla subito di libertà, perché la legge è libertà e la libertà è amore. Il secondo comandamento è un inno alla vita, valore intoccabile, perché il nome di Dio rende la vita stessa dell’uomo inviolabile. Nel terzo è la creazione che emoziona e l’esegesi biblica dà spettacolo. Noi zitti, due ore ad ascoltare Benigni che racconta la teologia in prima serata, ad ascoltare un giullare parlare dei temi meno popolari ai giorni nostri. La vita, la morte, l’aldilà, il silenzio, l’anima, la creazione, la libertà, la santificazione, Dio. Senza effetti speciali, Benigni parla di “cose incomprensibili, misteriose di cui non si capisce niente, cose di cui non parla mai nessuno, ma che fanno bene all’anima” e riesce pure a divertire, senza mai andare in contrasto con la ragione.

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