IL COMMISSARIO MONTALBANO (primo episodio)

MONTALBANO (primo episodio)

LA TRAGEDIA CLASSICA NELLA SICILIA MODERNA

Ha parlato di archetipi ieri sera al TG 1 Luca Zingaretti per spiegare il successo della serie che lo vede protagonista e di certo la maestria di Andrea Camilleri sta anche nella sua capacità di costruire storie a partire da temi e modelli drammaturgici che affondano le proprie radici nella cultura classica, per attualizzarli e coniugarli con la problematicità della società contemporanea.

E’ il caso di Una faccenda delicata la nuova indagine del Commissario Montalbano trasmessa ieri sera su Rai Uno, dove nella vicenda della prostituta ultra sessantenne, sposata con figli si può intravedere un topos ricorrente della tragedia greca: il comportamento del singolo che sfida apertamente la mentalità dominante, ponendosi al di fuori dell’ordine sociale costituito, con tutte le implicazioni morali e sociali che questo comporta. Così l’omicidio dell’anziana prostituta madre di famiglia potrà essere risolto solo indagando a fondo nell’animo umano, ricostruendo le dinamiche familiari e i drammi psicologici generati dalla scelta di porsi al di fuori della morale comune. Man mano che l’indagine procede il dramma privato si espande fino ad assumere una dimensione sociale. Dalla famiglia alla comunità emergono gli interrogativi sempre irrisolti dall’antica Grecia ad oggi, cos’è davvero morale? Quali sono le vere basi fondanti dell’unione coniugale? Come si concilia la libertà del singolo con le regole non scritte del sentire comune? Può la verità soccombere sotto la viscida coltre dell’ipocrisia e del perbenismo? Sono domande che fanno riflettere e spostano il semplice giallo, fatto di crimini e moventi, alibi e prove, su un piano più alto. Il pubblico lo avverte, si sente gratificato nella propria intelligenza e sensibilità. Per questo ogni nuovo episodio del Commissario Montalbano diventa imperdibile e si è disposti a passare sopra anche a qualche piccola sbavatura di racconto: l’indagine parallela su un presunto caso di pedofilia troppo marginalizzata, le motivazioni del secondo omicidio poco convincenti (si fa fatica a credere che un figlio possa arrivare a uccidere un ricattatore, rischiando trenta anni di carcere, per salvare da un’accusa di omicidio il padre ottuagenario, affetto da demenza senile, che anche se riconosciuto colpevole, non farebbe neppure un giorno di prigione). Del resto uno share del 39,07%, con quasi 11 milioni di telespettatori, si spiega solo con la qualità e con la capacità di attrarre un pubblico eterogeneo, trasversale, variegato. Tutti lo guardano perché ciascuno sa di trovare il suo Montalbano. Che sia il fascino del protagonista, la simpatia degli altri personaggi, l’originalità dei casi, la suggestione dei paesaggi siciliani, le tematiche d’attualità (nell’episodio di ieri si parlava anche di utero in affitto) o gli archetipi drammaturgici classici, ciascuno troverà ottimi motivi per non mancare all’appuntamento.

IN ONDA SU : RAI UNO – il 01/03/ 2016 ore 21:20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *