Il fulgore di Dony

La scelta libera di Dony

di Francesca Orlando

Avremo tutti pensato che la scelta di Dony sia stata una scelta avventata contro la logica del senso comune. La totale abnegazione della ragazza per questo ragazzo sfortunato, regredito ad una fase infantile a causa di un incidente che gli ha provocato un grave danno neurologico, spaventa. Spaventa Dony quando si accorge come sia diventato quel ragazzo dagli occhi azzurro chiaro, così affascinante e misterioso quel giorno che fece l’ingresso nella sua casa oltre che nel suo cuore. Il mistero che ora Marco accoglie nel suo essere diverso, per cui tutti lo schivano.

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È un dramma attuale la disabilità quella che lede gli occhi dei propri genitori che vedono la loro vita cambiarsi all’istante per sempre. Il dramma di cosa accadrà dopo di loro, il dramma di vedere ferita e sanguinante la linea narcisistica della loro personalità. La vergogna che prova sua madre al cospetto dei professori, quella dei suoi compagni di classe e della sua ex che non lo riconoscono più. Il dramma della solitudine e dell’impossibilità di cambiare le cose.

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La famiglia di Marco tra luci ed ombre

Marco è così e così resterà. Chi resterà accanto a lui? Suo padre, neurochirurgo sconfitto dall’accusa di una lastra cerebrale letta male e quelli per un matrimonio muto e incerto come la diagnosi di suo figlio. Due genitori armati solo della rabbia che li accomuna, del dolore che non riescono a condividere e dell’ineluttabilità di una sorte che non riescono a comprendere. Quando Dony compare all’orizzonte quasi per caso, trovano la forza per animarsi, in una specie di lotta contro il pregiudizio e la rivendicazione di sé. E invece quello che compiono è solo una becera strumentalizzazione della ragazzina, essa stessa fragile solo perché innamorata.

Chi è Dony?

È amore quello? Un amore che non conosce barriere, che alimenta speranze e grandi disillusioni? I genitori di Dony non sono d’accordo e cercano di dissuaderla in ogni modo. Il divieto di vederlo, la partenza per Roma, la visita ginecologica e infine la perizia psichiatrica. È proprio nello studio del dottore che conosciamo la ragazza. Una fanciulla flebile e delicata, studia danza in Accademia e frequenta il liceo classico, il suo rendimento è calato da quando conosce Marco. Il progetto di diventare scrittrice relegato nel cassetto dei suoi sogni: ora c’è posto solo per lui, per quel ragazzo sfortunato che le rapisce il cuore.

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Un lampo, il fulgore dell’animo, la luce che strappa alla vita quasi chi ha avuto la fortuna di viversela. Il fulgore di un amore che cambia le cose oltre che le vite. Dony ha un dono, ed è in questo gioco di parole che si concentra il senso del film: la gentilezza dei sentimenti che commuove Marco e che da lui è commossa, anche lo psichiatra ne è colpito, ammaliato da tanta purezza e genuinità. Qualcosa contro cui è impossibile lottare e che testimonia la veridicità del suo sentimento.

Non vi è compromesso in questa scelta. Dony è come la Sirenetta che decide di lasciare il suo mondo per dedicarsi a quello straniero di Marco. Dimensioni diverse eppure così simili. Anche Dony perde qualcosa, ma acquista il coraggio di amare a tutti i costi. Dony e Marco sono fatti della stessa pasta, vacillando nei loro meandri adolescenziali legati all’accettazione di sé , non solo psicologica ma anche fisica.

È l’aspetto corporeo che attrae Dony e Marco, la prima relegata ad essere in ombra rispetto alla cugina che vive a Roma e alle altre compagne di classe nella lista della scuola, il secondo nell’impossibilità di mostrare se stesso per quello che è. La disabilità psicocorporea che definisce l’identità dei giovani è la chiave per leggere questa storia. Il finale ha un sapore un po’ amaro e sconcerta, ma forse è quello che più lo rende umano e possibile.

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