IL SEGRETO

IL SEGRETO

A PUENTE VIEJO LA GUERRA E’ FINITA, MA I DRAMMI NO

La seconda stagione de “Il segreto” è ambientata a distanza di circa vent’anni, nel 1919. Del tormentato amore che ha incollato allo schermo milioni di spettatori e non solo, rimane un invecchiato Tristàn, reso scontroso dalla solitudine e alla continua ricerca di Pepa (il suo corpo non è mai stato ritrovato). Alcuni personaggi si aggiungono (come Padre Gonzalo Valbuena contattato dalle Americhe per aiutare l’ormai anziano Don Anselmo). La guerra sembra aver solo aumentato il peso delle peripezie che nel corso del tempo i vari personaggi hanno dovuto affrontare (apprendiamo per esempio che Soledad, dopo la morte di Juan si è chiusa in convento ed ha tentato il suicidio). I tormenti amorosi non mancheranno, sia per la stessa Soledad sia per Gonzalo, diacono che sta per prendere i voti ma che si innamora della bella Maria; egli dovrà dunque scoprire la sua vera vocazione, tra allontanamenti, ostacoli e altri pretendenti al cuore della ragazza.

La soap è sempre ambientata nel villaggio spagnolo di Puente Viejo; la narrazione, sempre ricca di colpi di scena è scandita dai ritmi del paese: scene che si svolgono nelle botteghe durante il giorno e nella locanda di sera, i grandi pranzi e le eleganti cene nelle tenute delle famiglie più in vista, le feste di paese; ma anche il sindaco sempliciotto e il parroco, custode dei valori religiosi della cittadina, costituiscono parte integrante del gradevole scenario. La figura del prete di paese rispecchia la realtà storica descritta, in quanto nel passato erano principalmente le istituzioni religiose a fornire sostegno morale e anche pratico alle famiglie, soprattutto le più povere. La linearità nella delineazione dei personaggi, che non brillano per complessità, non appiattisce per forza il racconto: la ricchezza non sfocia sempre nell’avarizia o nella cattiveria a scapito dei più deboli (abbiamo personaggi negativi come Donna Francisca ma anche positivi, come Tristàn e Soledad); d’altra parte, il rischio di corruzione dell’anima è sempre in agguato, come nella vita reale, anche nei più poveri (un bravo ragazzo come Juan, perde la retta via e tradisce la donna amata). Il personaggio di Donna Francisca, totalmente negativo nella prima stagione, sembra ora attraversare una fase di “redenzione” e, anche se probabilmente non durerà, è comunque un tentativo di fornire al personaggio maggior spessore, fornendogli un passato, in modo da farlo comprendere maggiormente al pubblico e rendendolo anche più verosimile. La debolezza dello sceneggiato consiste proprio in quegli elementi che ne determinano l’appartenenza al genere della soap: i colpi di scena repentini e forzati solo per mantenere vivo l’interesse dello spettatore, l’estremizzazione dei sentimenti e una recitazione un po’ ingenua e a volte troppo sopra le righe. Aggiungiamo comunque che tra le proposte dello stesso genere, è sicuramente la più garbata. Dal lunedì al venerdì su Canale 5, ore 16.10; sabato ore 15.30

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