Jack Taylor

Jack Taylor, l’Irlanda ferita.

La serie è tratta dai romanzi più venduti dello scrittore irlandese Ken Bruen. Ex poliziotto, ora investigatore privato, Jack Taylor ritorna a Galway dopo essere stato via per un anno. È stato espulso dalla polizia ma il suo senso della giustizia non è venuto meno.

Si è disintossicato ed è ben deciso a stare lontano dall’alcool e dai guai. Ma di fronte a un brutale assassinio di un uomo per opera di  un gruppo di vigilantes locali che si fanno chiamare The Pikemen, Jack interviene.

La struttura della serie

Ogni puntata, che copre la lunghezza di un film, è scandita da una linea verticale e una orizzontale. I casi di puntata trovano una conclusione in ogni episodio, la linea sentimentale  attraversa i nove episodi e riguarda principalmente la sua travagliata relazione con Kate, la poliziotta che rischia ogni volta la carriera per collaborare in segreto con Jack.

Una struttura narrativa piuttosto classica, ma il personaggio del detective non è assolutamente privo di originalità rispetto ai prototipi frequenti che vedono i tutori della legge battersi per ripristinare la giustizia ma anche fare i conti con le proprie zone d’ombra.

Jack Taylor: chi è?

Più che personaggio complesso, Jack Taylor è un uomo estremamente fragile con una forte struttura noetica. Il bere, il voler a tutti i costi snidare il marcio, a volte usando metodi non legali, non lo rende un violento anche se la violenza è una costante con la quale fare i conti.

Spezzato  da una vita difficile vissuta accanto a una madre che ha subito gravi sevizie in un istituto di correzione e che l’ha resa incapace di esprimere l’affetto, Jack Taylor conosce il dolore, il male e la solitudine.

Il personaggio Jack Taylor è figlio di una cultura irlandese cattolica fortemente confusa e lacerata dagli scandali dei preti pedofili. Una lacerazione che si avverte più che in altre parti del mondo proprio perché l’elemento cattolico sposa una recondita e storica identità nazionale. Negli episodi tutto ciò è espresso egregiamente. In particolare in due dei nove dove l’argomento viene affrontato direttamente senza nessuno sconto.

Anche il parroco, figura non compromessa dagli scandali, appare un pastore incapace di comunicare la forza di una verità profonda. È confuso, fragile, fumatore incallito, imbarazzato di fronte alla violenza, agli omicidi, è malato e da sempre innamorato in modo ideale della madre di Jack. Questo perché la donna e il prete si sempre sono sostenuti a vicenda.

Jack è invece colui che ha una struttura morale forte ed emergente, nonostante sia apparentemente un antieroe che si muove intorno ai limiti della legalità.

Il male e il bene in Jack Taylor

Chi commette una colpa viene sempre punito dalla vita e dalla legge, ma Jack impedisce che sia la mano dell’uomo a punire , a uccidere. La vendetta viene presentata come un abominio anche nel caso in cui siano dei ragazzi che hanno subito violenze indicibili a reclamarla. Nei novi episodi della serie, nessun criminale la fa franca ma non in un’ottica di vendetta e resa dei conti, bensì perché il male è male e provoca conseguenze.

Nonostante i nove casi di puntata riguardino crimini terribili, la poetica scelta non è di quelle che turbano lo spettatore, come invece accade nella maggior parte delle detection story o dei crime. Probabilmente perché l’interesse narrativo verte altrove.

Iain Glen interpreta Jack Taylor. L’attore è noto in tutto il mondo soprattutto per il ruolo di Jorah Mormont in Games of Thrones

La compassione di Jack Taylor è quanto di più colpisce di questo personaggio che, nonostante l’aspetto rude e trasandato, ascolta con occhi spesso velati di lacrime le confidenze dolorose delle persone che lo avvicinano.

La riappacificazione con la madre prima di morire è uno snodo molto importante nella linea orizzontale della storia, così quella della scoperta, per bocca di un assassino, che suo padre era un brav’uomo, generoso al punto di portare di che sfamarsi alla famiglia di un amico che aveva perso il lavoro.

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