Jack Whitehall: Travels with my Father

Un comico e un gentleman, cinque settimane insieme

Esilarante, a metà strada tra il documentario di viaggio e la road trip comedy, lo show è sulla piattaforma Netflix dal 22 settembre scorso. Jack Whitehall: Travels with My Father è considerata tra i migliori prodotti proposti nel 2017 dalla piattaforma. Sei puntate da gustare, sicuramente gradevoli. Ma veniamo al concept.

Il comico inglese Jack Whitehall porta il padre Michael Whitehall nel Sud Est asiatico. Cinque settimane insieme per recuperare forse un rapporto che in passato non è stato affatto sereno.

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Nella prima puntata i contrasti nascono subito. Mike non vuole certo dormire in un ostello e si va a cercare un albergo di lusso.

Iniziano a Bangkok, in Tailandia, poi si spostano in Cambogia.Viaggi rocamboleschi duranti i quali Mike non rinuncia mai al completo giacca e cravatta. I luoghi particolari  uniscono padre e figlio anche se non mancano situazioni paradossali e scontri.

L’ultima tappa del loro viaggio vede i Whitehall diretti ad Hanoi in Vietnam. Qui, significativo, tra i tanti, l’episodio nel quale i due visitano un negozio in Hàng Mã Street che vende oggetti di carta che possono essere bruciati per i loro antenati. Padre e figlio acquistano un po ‘di oggetti per i genitori di Michael, e poi visitano un santuario dove mettono gli oggetti in un forno. Quindi ritornano a Bangkok e ripensano al tempo trascorso insieme.
Durante le sei puntate, Mike ha quotidianamente videochiamato la moglie, madre di Jack, che ha favorito il buon esito del viaggio.

Jack Whitehall: Travels with My Father è una serie che suscita indubbiamente simpatia.
Il padre di Jack, con il suo stile british è forse il personaggio che esprime una carica comica esilarante, probabilmente superiore a quella del figlio che cerca in tutti i modi di forzare le situazioni in modo paradossale . Lo fa per abbattere quella elegante rigidità dietro la quale si nasconde la vera personalità del padre.

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Ma veniamo alla sostanza di questo show d’intrattenimento. Il concept è ottimo. Un figlio che da tempo vive lontano dalla famiglia, con un mestiere che è quanto di più lontano da quello che ha svolto suo illustre genitore, decide di trascorrere del tempo con suo padre.

Jack più volte lo punzecchia, Mike è stato un padre anaffettivo, molto formale, distaccato. E’ il momento della resa dei conti. In più occasioni Jack lo rimprovera di averlo spedito a soli otto anni in collegio, di non averlo apprezzato né incoraggiato troppo nella vita. Niente di amaro, la commedia prevale. Mike regge la sfida e alla fine stare con suo figlio gli piace. E’ prevista una seconda serie .

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