LA BELLA E LA BESTIA

LA BELLA E LA BESTIA

IL TRAMONTO DEGLI ARCHETIPI

“Perché una persona diventi amabile bisogna per prima cosa amarla.” La morale della favola enunciata da Belle alla fine del secondo episodio calza perfettamente con la storia che abbiamo visto. Una costruzione drammaturgica che cita la favola classica ma se ne discosta nella costruzione dei personaggi e nella centralità tematica: l’archetipo narrativo che esprime il difficile passaggio affettivo tra un amore asessuato del padre a quello fisico, erotico quando si incontra l’uomo al quale ci si unisce sponsalmente. L’archetipo non viene ignorato ma nemmeno posto in primo piano.

Belle ama l’avventura, sogna di partire alla volta di terre sconosciute e si accorge che l’amore, quando diventa una sfida così forte (la citazione a Le relazioni pericolose è palpabile), è la più entusiasmante delle avventure. Leon non è la bestia della favola classica, è un uomo lacerato dal senso di colpa, crede di aver ucciso la moglie. Inoltre l’uso delle droghe somministrate dalla perfida cugina accentua in lui questo senso di sdoppiamento. È convinto di essere metà uomo metà bestia. Il senso di colpa ha fatto di Leon un uomo crudele spietato incapace di amare. Di fronte a tutto ciò la femminilità può fare molto, questo è sacrosanto. Una buona realizzazione in termini di cast, ambientazione, regia e montaggio. Concludendo possiamo affermare che questo prodotto non ha massacrato una favola classica, semplicemente ne ha creata un’altra di più semplice fruizione. Nello scenario delle produzioni tv, questa fiction si rivela un buon prodotto. Rimane l’amaro in bocca pensando al capolavoro di Angelica Huston che ha saputo realizzare una magnifica Cinderella da una favola classica raccontandone l’archetipo profondo che come tutti gli archetipi celebra le tappe della vita umana. In su Rai1 lunedì 29 e martedì 30 dicembre

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