La mafia uccide solo d’estate 2

LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE – 2

di Francesca Orlando

I GIAMMARESI, GLI EROI ONESTI

La famiglia Giammaresi, protagonista de La Mafia uccide solo d’estate, è una famiglia onesta, vive nella legalità e spera di cambiare il mondo. Sul finire degli anni 70 però le cose a Palermo non erano proprio rassicuranti ed è qui che le paure di finire ammazzati prendono il sopravvento in Lorenzo, deciso così a emigrare. Qualche anno prima è stato costretto a fuggire per essersi messo contro i mafiosi ed ora che è tornato ciò non lo fa stare tranquillo. Dirigente all’Anagrafe comunale è insoddisfatto del suo lavoro e del clima di indifferenza dei suoi colleghi, annuncia alla sua famiglia di aver fatto domanda di trasferimento. Questo comporterebbe un miglioramento della vita quotidiana per la sua famiglia, ma soprattutto di serenità per se stesso.

 

Non è dello stesso parere Pia, insegnante elementare, in attesa da anni di una cattedra, restia a lasciare la sua terra e i familiari per un luogo lontano e sconosciuto. Sorella di Massimo, che si definisce ‘esattore delle tasse’, è colluso con il clan di Tommaso Buscetta – Don Masino –che ha preso a cuore la sua situazione familiare. Attratto da sua sorella, il boss decide di assicurarle la cattedra tanto sognata, e di aiutare Massimo in cambio di favori. Ma quando Pia decide di accettare l’incarico della scuola, tenendo all’oscuro suo marito che nel frattempo ha deciso di restare, si rende conto di essere finita in un posto squallido e dimenticato da tutti.

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PICCOLI EROI COMUNI
Il preside, che ha legami con la mafia, non ricopre un vero e proprio ruolo istituzionale: secondo lui ai ‘picciriddi’ non serve studiare e la scuola è solo un posto dove farli stare durante il giorno. L’intonaco cade a pezzi sulle teste dei poveri bambini, molti di loro preferirebbero starsene a casa piuttosto che perdere tempo e soprattutto non c’è abbastanza spazio per tutti. Una scuola sgarrupata, direbbe qualcuno. Ma Pia non si arrende e decide di far lezione all’aperto nel cortile della scuola, sollevando i malumori del preside costretto a interpellare la mafia.
La notizia della protesta della maestra giunge alle orecchie di Massimo, conteso tra la mafia e le buone intenzioni della sorella. Il rischio che corre con il clan è alto, ma anche rivelare alla sorella quali sono le conseguenze della sua scelta ha un suo prezzo. L’onestà in fondo pervade anche Massimo, e per uscire dalla situazione in cui si è messo affronta con coraggio i suoi timori e partecipa alla protesta insieme ad uno degli appaltatori mafiosi, bramosi di denaro. Don Masino è soddisfatto di Massimo ma egli, tradito dall’entusiasmo, induce il boss in un equivoco che non lascia ben sperare.

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IL MONDO VISTO CON GLI OCCHI DI UN BAMBINO
C’è dunque la mafia che fa da sfondo e tanti micromondi umani, ciascuno con la sua etica e i sentimenti.
Angela è un’adolescente alle prese col suo primo amore, Marco, un ragazzo studioso e molto dolce. Suo fratello Salvo è, invece, ancora innamorato di Alice che però non vuole saperne e si fa negare. I suoi amici gli sono sempre accanto fin quando Fofò viene trasferito in una scuola privata. Anche se le storie del mondo dei piccoli seguono i normali processi evolutivi è proprio dall’osservazione degli eventi dei grandi che egli non può che porsi domande e riflessioni fuori campo. Una fra tutte: ma la gente onesta, per vivere bene può solo andarsene via dalla Sicilia? È la domanda simbolo del primo episodio; a questa segue una risposta chiara e coraggiosa: cambiare si può e forse si deve. Pia ci sta provando.
Il successo della prima serie conferma quello della messa in onda di ieri. Gli ascolti hanno registrato ben 3.987.000 telespettatori, pari al 17.4% di share, segno che i racconti di Pif hanno davvero una buona riuscita. Lo scritto si ispira a fatti reali con riferimenti multimediali che arricchiscono la storia, ma è la narrazione leggera ed anche ironica che rende il prodotto fruibile e per nulla noioso.

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