LA ZONA NO FLY: UNA RIFLESSIONE ANTROPOLOGICA

LA ZONA NO FLY: UNA RIFLESSIONE ANTROPOLOGICA

LA FAMIGLIA NELLA SOCIETA’ LIQUIDA

 

di Simona Santoro

Il complesso mosaico della realtà familiare raffigura uno dei nuovi paradigmi sociali frutto di un cambiamento antropologico-culturale in corso e in accelerazione: è il biglietto da visita con cui si presenta la famiglia idealtipo postmoderna, un affresco dai tratti liquidi che sfuggono a uno scatto fotografico,

 in quanto la vita accade nei fotogrammi dell’istante, inafferrabili anche da un clic. Sul più bello, la vita accade con i suoi vissuti inediti e non si tratta di colpi di scena inaspettati o attesi che fanno notizia e un attimo dopo dimenticati; qui la posta in gioco è molto più alta in quanto ogni storia è una narrazione originale avvolta dal mistero, ogni biografia è un’espressione unica nei suoi contenuti e richiede un approccio più attento che non lascia spazio ai salotti del gossip, ma insegna ad aprire una finestra sull’ampio orizzonte del contesto familiare per osservare in modo avalutativo la realtà postmoderna e zoomare l’obiettivo sull’oggetto di interesse, sulla famiglia che si determina di volta in volta nelle sue vicende umane.

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La realtà articolata della contemporaneità bussa anche alla porta della famiglia Ferraro, una delle tante famiglie idealtipo della postmodernità, protagonista della serie televisiva Tutto può succedere, in cui gli interpreti respirano il clima della modernità avanzata: la vita accade e, se accade, può succedere di tutto. L’uomo postmoderno vive la condizione del carpe diem, si lascia coinvolgere dalle categorie fluide e da atteggiamenti indefiniti che confluiscono nel nuovo fenomeno dell’indetermanenza, un neologismo che descrive la realtà immanente in tutte le sue sfumature indeterminate da un pluralismo accidentale.

È questo lo scenario di ouverture della fiction dove si descrive, a partire da un nucleo familiare, la condizione della società liquida in cui si afferma uno stile diversamente moderno che non lascia più spazio a una verità ragionevole e monotematica; adesso la verità non è data o determinata apriori dalla storia, ma accade e può “sposarsi” con tutto e il contrario di tutto: è la visione di un’idea diversa di modernità caratterizzata dal rifiuto della ragione forte, causa del disincanto della realtà, e da una età debole in cui la crisi delle ideologie e il tramonto delle grandi narrazioni hanno creato le condizioni di una zona no fly senza ritorno verso il passato eclissatosi insieme alla storia e ai fatti che dimostrano l’uso “irragionevole” della ragione.

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La postmodernità ha rimosso dal suo orizzonte il senso della storia, l’uomo postmoderno chiude con il passato e cerca nuovi paradigmi, la nuova fase del post-histoire non concede spazi alla memoria storica di un passato che non c’è più e al cliché di un modello di famiglia collaudato sin dalla notte dei tempi. Adesso l’esistenza si consuma nell’istante del presente e della cultura del “tutto e subito” dove si sperimenta la provvisorietà individuale e sociale. Il sociologo Zygmunt Baumann, scomparso recentemente, descrive il contesto liquido della società attraverso schizzi di biografie in balìa della cultura dell’effimero e dell’immediato.

Come si è giunti a questo nuovo quadro situazionale della società sottoposta a continui cambiamenti? Alla fine degli anni ’70, il filosofo francese Jean François Lyotard pubblica un suo saggio, intitolato La condizione postmoderna: rapporto sul sapere, dove giustifica la svolta antropologica del continuo cambiamento a cui è sottoposta la società del XXI secolo: le mancate promesse dell’illuminismo nei confronti di un’umanità disincantata dai totalitarismi, dai genocidi, dalle azioni belliche e dall’imprevedibile vento orientale di un terrorismo accanito nei confronti di un Occidente distratto e nichilista, fanno da cornice all’attuale paradigma sociale dove si consuma il nuovo palinsesto della famiglia formata e rimodellata sull’etica dell’istante che riconosce come verità solo ciò che accade adesso; il termine progetto è bandito dall’uomo che ragiona di pancia e non di testa, che percepisce il tempo non come kronos lineare, ma come kairos immediato in cui dare spazio all’opportunità istantanea, al colpo di fulmine del presente.

 

 

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La cultura del provvisorio è sempre dietro l’angolo e diventa uno stile di vita normale non solo per i più giovani sottoposti a continui cambiamenti nel tentativo di costruire un futuro, ma anche per i più adulti coinvolti nella continua rimodulazione del formato famiglia che presenta un ventaglio articolato di possibilità come l’inventario di un supermercato in cui ognuno si serve a uso e consumo personale: famiglia allungata, famiglia allargata, famiglia liquida, famiglia ipermoderna, famiglia fluida, famiglia a distanza, famiglia del weekend sono a portata di mouse con il rischio di trasformare il nucleo familiare in un nonluogo tra un andirivieni e l’altro senza la prospettiva di un progetto dalle fondamenta stabili e con il pericolo di compromettere le relazioni tra i membri che, nonostante le disaffezioni, desiderano riprendersi ciò che hanno costruito, pur sapendo che nulla potrà mai essere come prima per gli effetti devastanti che si abbattono sulla condizione fragile dell’uomo.

Questo è anche il quadro situazionale descritto dalle dottoresse Alessandra Caneva e Francesca Orlando che hanno curato rispettivamente le recensioni delle serie televisive Transparent (v. http://www.istantv.it/visto-in-tv/serietv/370-transparent.html) e Tutto può succedere (v. http://www.istantv.it/approfondimenti/683-la-famiglia-nella-società-liquida.html).

A questa istanza antropologica, si aggiunge un altro fenomeno, l’ipermodernità che è susseguita alla postmodernità: il pensiero umano è stato “contrabbandato” con il tecnologismo, la creatività della mente umana con la ragione tecnica, riducendo la dimensione razionale a puro pensiero calcolante e strumentale, trascurando tutte le altre dimensioni antropologiche lasciate in balìa dell’istinto e dell’istante. Inoltre, l’esplosione tecnologica ha modificato sia la dimensione cognitiva sia le capacità di adattamento alle nuove esigenze sociali, ma soprattutto ha cambiato lo stile relazionale che non fa più riferimento concreto alle categorie spazio/tempo.

La relazione si annida nel perimetro di uno schermo che media le public relations, mentre il nucleo familiare si è ridotto a negoziare le relazioni intra-familiari sempre più distratte e subordinate ai contatti del touchscreen. In un mondo ispirato da una dialettica sempre più autoreferenziale, come ristabilire l’assetto della famiglia che rimane il luogo preferito da abitare e in cui ritornare offline, per sperimentare nello spazio reale la dimensione relazionale come fonte di benessere? Forse non è giunto il momento di riconciliarsi con la ragione e di cambiare il caos in cosmos per consegnare alla famiglia un nuovo ordine più umano? Qual è la linea di confine tra inconscio e consapevolezza, tra immaginazione e realtà che mette in gioco ogni biografia coinvolta in modelli culturali sempre più complessi? Tutto questo è parte della famiglia postmoderna che naviga a vista, alla ricerca di un porto sicuro dove rimettere i piedi su una terra ferma… una terra promessa!
Bibliografia
Z. BAUMANN, Amore liquido: sulla fragilità dei legami affettivi, Laterza, Bari-Roma 2003.
ID., Modernità liquida, Laterza, Bari-Roma 2011.
J.F. LYOTARD, La condizione postmoderna: rapporto sul sapere, Feltrinelli, Milano 1979.

 

 

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