L’Amica Geniale

Tu sei la mia amica geniale!

La serie tv, tratta dalla saga letteraria de “L’Amica Geniale”, esordisce su Rai Uno ed è subito un grande successo. Dimostrazione che il pubblico sa apprezzare le storie vere. Un testo letterario a sostegno  di una sceneggiatura ha sempre il suo peso, soprattutto se l’autore ha vissuto personalmente quello che racconta.

Sette milioni di spettatori, pari al 29.3% di share per L’ amica geniale, la serie è diretta Saverio Costanzo. La maxi produzione è stata realizzata da Lorenzo Mieli e da Marco Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con Rai Fiction, HBO Entertainment e TimVision.

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I primi 2 episodi de L’amica Geniale sono probabilmente i migliori dell’intera serie. I più puri. Dopo, tra le due protagoniste divenute adulte, i rapporti si complicheranno e assumeranno toni e atmosfere diversi.

La prima serata si è concentrata sull’infanzia e l’amicizia tra Elena, detta Lenù, e Raffaella, detta Lila, interpretate da Ludovica Nasti ed Elisa del Genio. Le due bambine sono le più brave della classe.

Lo sfondo è la Napoli povera degli anni ’50, in un rione segnato dalla miseria e spesso dalla ferocia, in un palazzo dove la vita è dura per tutti, per altri disperata.

L’immagine della vedova impazzita che picchia la moglie del suo benefattore, del padre di Lila che lancia dalla finestra (del primo piano) la figlia, dopo l’ennesima disperata richiesta della bambina di continuare gli studi, sono emblematiche. Raccontano nel vivo le sofferenze che provoca la miseria che da materiale si fa anche umana.

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Lenù e la sua amica geniale, Lila, guardano questo mondo pieno di sofferenza vera con occhi sgomenti sognando una vita lontana da lì. La bravura di queste piccole attrici è stata riconosciuta unanimemente.

E il commento ironico di un telespettatore su twitter è diventato il tormentone della serata: due bimbe attrici non professioniste hanno distrutto la carriera di tanti attori.

Bravissime, bionda e distinta l’una, scura e selvaggia l’altra. Sguardi magnetici. Entrambe sono povere, ma l’amica geniale è Lila, quella che, nonostante le insistenze della maestra che riconosce in lei doti straordinarie, dovrà fermarsi negli studi.

Maltrattata dal padre, Lila è nera, sporca, ma ha un vero talento da scrittrice. Lo capiamo quando descrive all’amica, senza essere stata testimone dei fatti, l’assassinio di don Achille. E quando intuisce l’identità dell’omicida. “ E’ stata una femmina!”

“Tu sei la mia amica geniale: devi diventare la più brava di tutti, maschi e femmine”, sussurra dal suo banco Lenù a Lila. Eppure è la bionda Lenù che diventerà una scrittrice.

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Il debutto della serie tv è stato quindi un evento, così come i quattro romanzi di Elena Ferrante si sono rivelati un successo internazionale. Il popolo di twitter si  è entusiasmato anche per il valore che la storia dà alla scuola come arma di riscatto sociale. Sicuramente anche al tema dell’emancipazione femminile ben incarnato dalla maestra . Donna saggia quando afferma che essere poveri è una disgrazia ma lo è ancor di più se non si aspira a uscire dalla miseria. Il riferimento al padre di Lila è chiaro.

Ha fatto da cornice alla serie la voce narrante di Alba Rohrwacher. Pur non essendo di origine partenopea, l’attrice sembra essersi calata in profondità nella storia rendendo più intense le emozioni delle due protagoniste.

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