MASHA E L’ORSO

MASHA E L’ORSO

“ORA FACCIO LA BRAVA ORSO!”

Questa divertente serie animata in grafica 3D è di origine russa e riprende una fiaba del folklore popolare. I protagonisti sono appunto Masha, una simpatica e pestifera bambina, e Orso, ex artista circense. La maggior parte degli episodi si svolge all’interno dell’abitazione di quest’ultimo, una graziosa casetta ricavata da un albero, piena di fotografie e trofei della sua passata carriera. L’animale ha molti atteggiamenti antropomorfi, non parla ma esprime le sue emozioni con gesti ed espressioni, facilmente assimilabili dai bambini. Si capisce che considera la sua casa come un paradiso di tranquillità puntualmente turbato dalla piccola Masha, che

lo viene a trovare combinando sempre disastri. Orso vive da solo ed è dunque abilissimo nei lavoretti domestici; questi servizi diventano indispensabili durante le visite della piccola, per la quale svolge un vero e proprio ruolo paterno: cucina il pranzo (con tanto di ravioli al vapore fatti in casa), taglia la legna per il fuoco; ma insegna alla bambina anche a leggere e a scrivere, a suonare il piano, a lavarsi le mani prima di mangiare ed è in grado di cucire dei bellissimi vestitini coordinati (Masha indossa un abitino tradizionale russo di colore rosa). La bimba non è un’orfana, vive in una piccola casetta un po’ lontana da quella di Orso, ha i suoi giocattoli e la sua bicicletta. Poiché però nella serie non compaiono adulti, il loro ruolo di protettori ed educatori è racchiuso nella figura del grande e simpatico animale: Orso non parla ma alza il dito della zampa in segno di ammonimento e la spedisce in punizione in un angolo (questo avviene per esempio quando prende una cosa senza permesso o vuole fare qualcosa di non adatto alla sua età). Attraverso la visione di questo cartone i bambini non solo imparano le regole di comportamento basilari (lavarsi le mani, chiedere il permesso ai genitori prima di fare qualcosa) ma anche una cosa di gran lunga più importante: essi imparano che, per quanti disastri potranno combinare, per quanti sbagli potranno commettere, il genitore (o Orso che sia) rimarrà sempre con loro, pronto a guidare, a sgridare e a perdonare.
Molte delle insegne e delle etichette sugli oggetti che compaiono nel cartone non sono tradotte e rimangono scritte in lingua russa. I momenti di ilarità scaturiscono non solo dalla relazione tra i due protagonisti ma anche da tutta una serie di personaggi secondari (tutti animali) che, loro malgrado, vengono coinvolti nei disastri della bambina. In conclusione, un cartone educativo e divertente, per una volta, non solo per i più piccoli ma anche per i genitori, che tra i continui “e perché?” e gli innumerevoli “scusa, non lo faccio più!” dei loro figli, forse sentiranno attraverso Orso e i suoi problemi un filino di comprensione.

 

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