MR.ROBOT

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AGIRE O RESTARE A GUARDARE: QUANDO LA VITA E’ UN CODICE BINARIO

 

Se cercate una serie tv che vi tenga incollati allo schermo, allora Mr. Robot fa al caso vostro.

Lo stimolo non va ricercato nella curiosità di “sapere come va a finire”, né in una particolare attenzione alla narrazione, a tratti lacunosa e frammentaria, soprattutto nella seconda stagione. D’altra parte, l’episodio pilota è stato diretto da Niels Arden Oplev, il regista di “Uomini che odiano le donne” per intenderci: difficile mantenere quel livello di cruda eccellenza per tutta la serie.

A trattenere lo spettatore è l’angoscia, la tensione sottile, la sensazione che ciò che sta vedendo, perfino ciò che gli sta dicendo il protagonista, non sia la verità. Perché? Perché Elliot Alderson, mago del computer, esperto di sicurezza informatica di giorno e hacker giustiziere di notte è un morfinomane paranoico e forse anche schizofrenico. Fino a che punto ciò che vede e ciò che sente è reale? È veramente lui il malato o è la società in cui viviamo ad essere marcia e a tentare di soffocare con la violenza chiunque se ne accorga?

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Potete intuire facilmente che qui il tema centrale è quello, attualissimo, della sicurezza, basta dare un’occhiata ai titoli degli episodi della seconda stagione, scritti in leet. Agli occhi di chi guarda, la società capitalista appare ancora dominata dalla vecchia legge dell’ homo homini lupus, dove però non vince chi è più forte ma chi ha più potere. E non c’è niente che oggi valga di più dell’informazione.

Dati, password, indirizzi, email, foto, numeri di telefono: si dice che su Internet nulla possa essere cancellato una volta che ci è finito dentro. Ciò significa che tutto può essere trovato, perfino la parte più nascosta di noi stessi.
In un articolo sul ‘Corriere della Sera’, il critico Aldo Grasso diceva che la serie ha il suo punto centrale nel mostrare la “fragilità dello spazio informatico in cui viviamo” e questo è indubbiamente vero. Eppure, come spesso accade, l’aspetto più interessante di Mr. Robot è proprio ciò che non ha che fare con il computer.

Un hacker ben strano infatti, il nostro protagonista. Affetto da ansia sociale, fa fatica a parlare con colleghi e amici, sfugge ogni occasione di contatto. Ma non è la paura di essere giudicato a frenarlo. Elliot (l’attore egiziano Rami Malek) non ha paura di essere visto ma di vedere troppo: si aspetta di vedere il peggio e ha il terrore di avere ragione. All’origine di tutto, il rapporto con un padre da cui si è sentito respinto.

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E allora dove trova il coraggio per fermare sconosciuti per strada e minacciarli di rivelare i loro segreti (dai tradimenti coniugali alla pedopornografia)? Elliot non si limita all’interazione virtuale: si avvicina, parla loro negli occhi, avverte, decide del loro destino. Come mai in queste occasioni non sfugge il contatto umano? Perché in questi casi tutto avviene all’interno di quella bolla illusoria di sicurezza che si costruisce con le informazioni che ruba. Sa tutto di questi uomini, ha cercato il peggio e lo ha trovato, nessuna sorpresa. S’illude di avere il controllo così come s’illude di non essere un drogato.

Ed è proprio il tema del controllo che genera nello spettatore i quesiti più interessanti. È vero, qui si parla di mondo, della società, di multinazionali avide e rapaci agglomerati finanziari; ma ciò che emerge è una verità che non c’entra niente con la rivoluzione tecnologica e cioè che l’umanità tutta è già connessa. E lo è da milioni di anni ormai, con buona pace di Steve Jobs. Una connessione senza fili né limiti di velocità, dove ogni nostra scelta ricade inevitabilmente su chi ci sta intorno e probabilmente anche su chi sta lontano da noi e non conosciamo nemmeno.

Capite ora perché Elliot usa la morfina? Più cose si sanno e più c’è da perderci la testa a cercare di fare la scelta migliore, soprattutto in un mondo che spesso ci inganna. In tutto questo mare di decisioni però, quella che conta è solo una: il bene o il male? Agire o restare a guardare?
Sei un 1 o uno 0 si sente domandare Elliot, usando il linguaggio del codice binario, alla base di ogni circuito digitale.
E tu? Chi scegli di essere?

La serie tv statunitense è stata trasmessa per la prima volta dall’emittente USA Network il 24 giugno 2015 e in Italia su Mediaset Premium. Il grande successo di pubblico ha dato vita a una seconda stagione nel 2016 ed ora ne è prevista una terza per l’estate 2017.

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