NCIS

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CONTRO IL MALE TRA HUMOR E GUERRA TOTALE

L’agente supervisore Leroy Jethro Gibbs (interpretato da Mark Harmon) è il capo del Major case response team (Mcrt) del Ncis (Naval criminal investigative service), con sede al Washington navy yard, nella Capitale degli Stati Uniti. Il Ncis è la super-polizia militare che si occupa dei reati più gravi in cui sono coinvolti militari della Marina e del Corpo dei Marines degli Stati Uniti d’America. Omicidi, traffico di droga, traffico di armi, contro-spionaggio, rapimenti, lotta al terrorismo e tutto quanto metta in pericolo, passando per marinai e marines,

la sicurezza degli Usa, sono il pane quotidiano delle inchieste della squadra di Jethro Gibbs. Gli oltre, sino ad ora, trecento episodi della serie raccontano come la squadra di super-poliziotti affronti questi crimini ma raccontano anche e soprattutto tantissime altre storie che volano trasversalmente lungo gli episodi stessi. Raccontano appunto dell’agente Leroy Jethro Gibbs, il capo, sempre orribilmente vestito. con l’hobby della costruzione di barche nella propria cantina, dall’ acume – quasi un superpotere – che lo colloca sempre tre passi davanti al procedere dell’inchiesta, e che non si pone minimamente il problema, una volta che le ha terminate, di come far uscire le barche da una cantina senza alcuna porta verso l’esterno. Dell’agente anziano Tony Di Nozzo, ex poliziotto metropolitano, piacione playboy, tanto in gamba nell’indagine e tanto atletico quanto ironico e demenziale nei rapporti coi colleghi. Che conosce a menadito gran parte della filmografia hollywoodiana classica, che cita ad ogni momento, e non perde occasione di flirtare, quasi sempre fallendo, con colleghe e comparse femminili occasionali. Dell’agente Tim McGee, il più giovane del team. E’iper-laureato presso le più prestigiose università, iper-specializzato, giallista (dietro pseudonimo) di successo per hobby, hacker illegale all’occorrenza, vittima perenne del “nonnismo” da parte del collega anziano Di Nozzo. Dell’agente “donna”. Oggi è Eleonor Bishop, protagonista da appena un anno, troppo poco per raccontare qualcosa di sé e dei suoi rapporti con i colleghi. Ben altro il segno lasciato da Ziba David. Già agente del Mossad, figlia del capo del servizio segreto israeliano, abile come pochi – la più abile di tutti – nell’uso delle armi da fuoco, della tortura, dei coltelli e della lotta corpo a corpo. Quando interviene lei il cattivo muore sempre. Non sbaglia mai. Una sicurezza per la squadra. Abbandona la squadra lasciando un vuoto incolmabile nei fan e nella sceneggiatura che fatica a delineare carattere e personalità nella nuova arrivata. Delle autopsie – con contorno di chiacchierata coi cadaveri – che sono il pane quotidiano di Ducky, già medico militare inglese, colto e ricco di humour. Non sbaglia mai referto. Una garanzia. Come una garanzia sono le ricerche scientifiche di Abby Sciuto, scienziata dark che lavora ascoltando musica metal ad altissimo volume mentre beve litri di caffè americano per poi dormire, a casa sua, in una bara. Viaggia su un’auto degli anni Trenta e in laboratorio si muove spesso sui pattini tra computer e strumentazioni iper-sofisticate fornendo il supporto scientifico portante delle indagini. Tutto coordinato dal severo Leo Vince, capo del Ncis, sempre cupo ed accigliato, perennemente in conflitto con una squadra tanto in gamba quanto sempre costretta a disubbidire i suoi ordini per risolvere indagini sempre più complicate. La bravura degli attori, la fluidità delle sceneggiature, sempre danzanti tra humour e dramma,e l’eccezionale varietà dei soggetti fanno di Ncis la serie televisiva statunitense di maggior successo degli ultimi anni: nata nel 2003, è giunta alla dodicesima edizione e non si parla minimamente di chiusura. Anzi la famiglia s’allarga: nel 2009 nasce Ncis Los Angeles e quest’anno è giunta sugli schermi Ncis New Orleans. Le storie personali degli interpreti, il loro passato, le vicende familiari e le loro interazioni hanno pian piano tolto la scena agli eventi, oramai di secondo piano, che caratterizzano i singoli episodi e sono divenute l’asse portante dell’opera. Creata da Donald P. Belisario, Ncis appartiene a quella cospicua produzione cine-televisiva statunitense che dal disastro delle Torri gemelle supporta le guerre degli Usa nel mondo contro il Male: i “cattivi” sono quasi sempre terroristi islamici con frequenti comparsate di criminali nord-coreani ed i “buoni” i patrioti statunitensi perennemente impegnati in una guerra globale a difesa della libertà e della democrazia. Nel rispetto della tradizione di Hollywood a supporto delle Forze armate statunitensi e degli interessi dell’impero economico nord-americano Ncis si conferma come la naturale evoluzione dei b-movies che dagli anni Quaranta svolgono questo compito passando per il tanto bistrattato “Beretti verdi” ma, al contrario della pellicola con John Wayne, i finanziamenti provenienti dal Pentagono, pur noti, non appaiono nei titoli di coda e si sono sapientemente nascosti nelle innumerevoli storie. A vincere contro i cattivi è sempre l’alleanza tra l’America di Gibbs, l’Israele di Ziba e l’Inghilterra di Ducky. Il Diavolo è avvisato.

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