PROVACI ANCORA PROF.6 IL FINALE

PROVACI ANCORA PROF. 6, IL FINALE

QUESTE SERIE TV HANNO UN SERIO PROBLEMA: MENTONO!

Si è conclusa ieri sera la sesta stagione della serie “ Provaci ancora prof.”, un prodotto di indubbio successo di pubblico. Camilla, interpretata dall’eccellente Veronica Pivetti, conclude optando per un momento di riflessione riguardo i suoi pretendenti arrivati ormai a tre. Diventa nonna, nell’ultima scena vediamo la conclusione felice del parto di Livietta, non solo, anche di quello di Carmen . Guarda caso le due puerpere sono compagne di stanza in ospedale, con una sincronia perfetta, sono diventate madri nello stesso momento.

Nella stanza ci sono Camilla, Livietta e il suo giovanissimo consorte inglese, Carmen, Renzo e Gaetano. L’infermiera confusa chiede chi sia il padre o il nonno dei pargoli, alla fine, sconcertata, chiede a Gaetano che ruolo occupi in tale farsa: lui è un amico di famiglia visto che non può definirsi il nuovo compagno di Camilla. In quest’ultima puntata, la prof., dalle indubbie doti umane come madre e come insegnante, ha un nuovo pericoloso ( per Gaetano e Renzo) pretendente, Michele. Si tratta del primo grande amore di Camilla che le fa rivivere un’ ondata di spensierata giovinezza in un momento in cui l’oppressione della gelosia dei due pretendenti principali è diventata insopportabile. Le donne adulte che la circondano, colleghe , amiche, e ritengo anche il pubblico femminile da casa, la invidiano, alla sua età, in procinto di diventare nonna, con tre pretendenti aitanti, è più che comprensibile. La vita continuerà in quell’anomalo condominio dove vivono, sia pur in appartamenti separati, Camilla, Renzo, Gaetano e Carmen.
Ci permettiamo di dire che quello della famiglia allargata è, in questo caso, un termine improprio, si dovrebbe parlare piuttosto di famiglia disgregata nella quale i conflitti vengono nascosti o quantomeno attutiti da una superficialità narrativa disarmante. Moralismo, il nostro? Per carità! Non ci piace la menzogna, basta avere un po’ di buon senso per capire che in una situazione simile scoppierebbero gelosie, disagi profondi e una penosa solitudine sarebbe il risultato finale di situazioni in cui sui sentimenti si scherza troppo. A tutto ciò si aggiunge il nostro rammarico per la perdita della funzione vera del genere comico che, da sempre, dagli albori della civiltà, ha avuto al contrario la forza di dire la verità in barba all’ipocrisia e alle convinzioni dei tempi.
Plauto, Shakespeare, Moliere, Goldoni… secondo noi si rivoltano nella tomba.

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