QUESTO E’ IL MIO PAESE

QUESTO E’ IL MIO PAESE

MAFIA, MELODRAMMA E GIALLO: UN MISCUGLIO POCO CONVINCENTE

Comune di Calura, un piccolo centro presumibilmente calabrese, dai suggestivi paesaggi fatti di boschi e di mare. E’ il paese di origine di Anna, che da Roma si trasferisce lì per seguire il marito ingegnere.

Nonostante i lunghi anni di lontananza, Anna si ritrova, in meno di una settimana, prima ad essere vicesindaco ed assessore al Bilancio,  poi addirittura sindaco. I suoi tre figli la seguono vivendo un difficile inserimento scolastico in un ambiente comunque ostile. Ma succede tutto troppo in fretta e la trama si segue a fatica perché mescola generi differenti in modo un po’ maldestro. C’è la storia di mafia, due famiglie si contendono il potere economico e politico della zona tra appalti truccati ed edilizia abusiva, c’è un giallo legato alla scomparsa di una delle quattro inseparabili amiche di Anna, c’è il riaccendersi della passione della protagonista per un amore della giovinezza. Il personaggio, ben interpretato da Violante Placido, si barcamena tra il suo incarico di sindaco, che la porta a entrare a gamba tesa in situazioni complicate e cristallizzate, la gestione dei suoi sentimenti verso il marito , il ritrovato amore, il difficile inserimento dei figli. Si vorrebbe dare spazio alle sue gesta di donna giustiziera e determinata, ma poi quello che prevale è la linea del melodramma e del consunto triangolo amoroso. Il mistero della scomparsa dell’amica diventa un elemento quasi estraniante che poco ha a che fare con tutto il resto, più che il riferimento a “ Piccole donne”, tutto ciò sembra una inopportuna copia di Pretty Little Liars, una serie americana di grande successo, che però vedeva protagoniste quattro ragazzine. Improvvisamente, dopo l’attentato alla farmacia della sorella di Anna, quando quest’ultima sta per dare le sue dimissioni, gli studenti, poco prima ostili, occupano la scuola per sostenerla. Lei ritira le dimissione ed entra in crisi con il marito che la vorrebbe meno implicata in faccende così pericolose. Anche la sua battaglia di moralizzatrice convince poco, sembra infatti dettata più da un’ambizione maldestra che da un vero senso della giustizia. Sei puntate in tutto, vedremo se, con il procedere della storia, questa caotica mescolanza di generi troverà una sorta di equilibrio.

Con Violante Placido, Loredana Cannata, Fausto Maria Sciarappa, Francesco Montanari, Gioia Spaziani, Ninni Bruschetta, Michele Placido
Da lunedì 9 novembre su Rai Uno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *