QUESTO NOSTRO AMORE ’70 I

QUESTO NOSTRO AMORE ’70

E’ PROPRIO AMORE CAPACE DI DURARE NEL TEMPO?

È il 1970 e si respira una nuova aria a Torino. E’ il rinnovamento dagli anni bui del decennio precedente, dove le cose trovavano una giusta collocazione e nessuno si azzardava a metterle in disordine. Dove le prime contestazioni erano soltanto germogli di uno spirito riformista che trovò nella libertà la sua massima espressione. Ed è in nome della libertà che i tessuti sociali italiani cominciano a mostrare le prime falle, i primi allentamenti di una trama percorsa da ogni tipo di oppressione morale e politica, l’inizio di una lacerazione senza precedenti. Libertà quindi, ma anche frattura – se vogliamo – che interessa non solo le società allargate ma anche e soprattutto quelle più tipicamente familiari. Le fratture di tipo familiare sono riconoscibili già fin dalla prima puntata, nella famiglia Costa, che si affaccia al nuovo decennio con importanti novità: la figlia maggiore ha avuto un bambino e vive nella casa dei genitori.

Lavora come fotografa artistica per cercare di sostenere dignitosamente suo figlio e non gravare sulla famiglia, ma non è supportata dal padre del bambino, con cui ha interrotto i rapporti, ha tenuto all’oscuro della sua paternità e verso il quale forse non è mai stata sincera. Benedetta, infatti, è ancora innamorata di Bernardo Strano, ritornato dalla Germania per la sua famiglia. L’attenzione per la storia di Benedetta offusca quella di Anna e Vittorio, liberi ormai dal debito verso la libreria dell’ex moglie e pronti per un futuro diverso, sereno e solidale. Ma Vittorio ha altri progetti imprenditoriali dei quali non informa la moglie. Anche lei, dal canto suo, sembra subire il fascino della libertà quando ritrova il suo ex fidanzato, e ripercorre, e non solo col pensiero, i momenti di un tempo passato. Le dinamiche relazionali sembrano quindi subire alcune scosse di assestamento per un periodo storico come quello contestatorio che pone uomini e donne al cospetto dei propri diritti urlati e quindi difesi. È quel che succede a casa della famiglia Strano, quando Teresa si trova a ricoprire un ruolo dirigenziale, rispetto al marito, semplice operaio della stessa ditta. Le lotte degli operai, come quelle degli studenti, avevano un unico grande scopo quello di rivendicare i diritti dei più deboli per uniformare il tessuto sociale rispetto alla classe capitalista che li dominava. Salvatore è uno che fomenta, che aggrega, che domina. Ma è anche quello che all’epoca si definiva capofamiglia, nome e ruolo che gli legittimava la detenzione del potere della società familiare, che non poteva non avere un’impronta patriarcale piuttosto marcata. L’accettazione del nuovo lavoro, pone Teresa – quindi – nella condizione di ribellarsi allo status quo assunto finora, anche se sembrano permanere le vecchie condizioni di dipendenza e obbedienza alla figura del marito. Ed egli, tuttavia, non si lascia schiacciare dai pregiudizi dei colleghi, preferendo licenziarsi e sfuggire alla condizione di sfruttamento a vita, per aiutare il suo vicino e amico Vittorio nella grande speranza lavorativa. È qui che le due famiglie si reincontrano e si tendono la mano verso nuovi orizzonti di emancipazione e crescita personale. Seguiamoli nel loro viaggio… QUESTO NOSTRO AMORE 70 Serie Tv (12×100) Dal 28 ottobre, in onda il martedi su Rai1 alle ore 21.15 Con Neri Marcorè, Anna Valle, Aurora Ruffino, Nicola Rignanese, Manuela Ventura Regia di Luca Ribuoli

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