Riverdale

La sindrome di Hansel e Gretel

 

La misteriosa scomparsa di Jason Blossom sconvolge la tranquilla cittadina di Riverdale.

All’inizio si pensa a un incidente e a una probabile morte per annegamento. Ma poi il corpo del ragazzo viene ritrovato. Sulla fronte ha una ferita d’arma da fuoco. Si tratta di omicidio. E allora la storia cambia.

A Riverdale si scatena una caccia alle streghe, si riaccendono antiche rivalità tra le famiglie più in vista. Solo un gruppo di quattro studenti, dopo un primo momento di smarrimento, mantiene la calma e decide di andare a fondo alla storia. Anche se uno dei loro genitori potrebbe essere il colpevole.

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Riverdale è una serie televisiva statunitense di genere teen drama, trasmessa dal 26 gennaio 2017 dall’emittente The CW. Attualmente in onda sulla piattaforma Netflix.

Adattata da Roberto Aguirre-Sacasa, Riverdale si basa sui personaggi Archie Comics. I fumetti, come è noto, hanno più di 75 anni e sono ambientate nella piccola omonima cittadina.
La Riverdale attuale ribalta soprattutto il tono della serie a fumetti. Le linee sentimentali diventano sub plot, mentre, tra gli abitanti della cittadina prevale un clima di minaccia e diffidenza dopo il tragico ritrovamento della salma di Jason.

Si tratta quindi più di un drama che di un teen drama.
Il quartetto è composto da Archie, Jughed, Betty e Veronica. I quattro ragazzi diventano parte integrante dello sviluppo della trama. Solidali tra loro, daranno un contributo determinante per risolverne il mistero e scoprire i retroscena dell’omicidio del loro compagno di scuola.

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Jughead, l’aspirante scrittore, è un personaggio veramente interessante. E’ la voce narrante, nonché il futuro l’autore del romanzo che ha come obiettivo quello di narrare la storia che ruota intorno all’omicidio di Jason. Introverso, abbandonato dalla madre con un padre alcolista, ritrova la voglia di vivere grazie all’amicizia con i suoi compagni e in particolare all’amore intenso per Polly.

Le caratterizzazioni psicologiche dei quattro teenager sono la parte più riuscita della serie. E nel complesso mostrano onestà, senso di solidarietà, voglia di ripristinare la giustizia.

A parte Archie, Jughead, Polly e Veronica  hanno dei genitori alle spalle molto più che problematici. Delinquenti, truffatori, ladri e forse anche assassini, più o meno rispettabili dal punto di vista sociale.  Non certo persone su cui appoggiarsi, ma da cui difendersi.
Per non parlare dei potenti Blossom di cui non possiamo rivelare i misfatti per evitare di fare spoiler.Ragazzi, quindi, che si uniscono contro la cattiva influenza dei genitori.

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Nella serie Beetween e in Le terrificanti avventure di Sabrina avevamo già constato questo elemento tematico che sembra destinato a diventare una costante. Non si tratta più della naturale ricerca di autonomia degli adolescenti ma di difesa . In casi estremi, anche della propria vita. Una costante che esprime, in chiave più generale, un disagio relazionale tra generazioni presentato in chiave molto negativa.

Cheryl Blossom, sorella della vittima, ne è un esempio drammatico. Le sue ferite, dovute dal potente padre, la conducono alla disperazione e all’isolamento.

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