Tyrant

Tyrant

Caino o Abele?

Caino e Abele, la storia più antica del mondo. Nel racconto biblico, Caino è malvagio, Abele è buono, rispettoso di Dio, delle leggi.

Caino è un assassino, uccide Abele: è la genesi dell’Umanità. Jamal e Bassam Al Fayeed sono due fratelli che stravolgono il più antico degli archetipi. Jamal, il maggiore, vissuto nello stato arabo immaginario di Abbudin, dovrebbe essere il cattivo, quello che, pur di mantenere la sua posizione di tiranno, è pronto a uccidere, a sterminare senza pietà ogni suo oppositore; il secondo, Bassam, vissuto in America, è diventato un pediatra , ha sposato Molly, ha concepito con lei due figli Emma e Sammy, dovrebbe essere lui il buono, quello che considera le stragi di suo padre un abominio anche se hanno permesso a un numero immenso di tribù nomadi del deserto di diventare una nazione.

Non è così. La complessità morale dei personaggi, quando le vicende si complicano, ci disorienta. La coerenza dei personaggi avviene su parametri completamente nuovi, comunque inafferrabili. Ma ricordiamo il concept di questa serie che ha ricevuto molte critiche in America, sebbene rientri nella categoria dei prodotti di altissimo livello formale.tyrant foto 2

Sono trascorsi vent’anni. Bassam è fuggito dal suo paese dopo il genocidio compiuto da suo padre con l’uso di gas nervino.

Torna ad Abbudin anche sollecitato da sua moglie che vuole vederlo riconciliato con la famiglia. L’occasione è il matrimonio di suo nipote. Ma proprio nei giorni di festa il vecchio patriarca muore, e prima di spirare, chiede a Bassam di prendere lui il potere. La famiglia sarà sterminata se il suo successore sarà Jamal, succederà quello che di recente è successo a Gheddafi. Gheddafi: il video della sua cruenta morte viene visto e rivisto da Jamal, sollecitato da Bassam che non voleva tornare, e che è costretto a rimanere ad Abbudin per evitare la guerra civile. Sua moglie Molly lo asseconda, lo sostiene nel suo intento di voler promuovere una democrazia nel suo Paese con elezioni libere. Sua moglie Molly ama suo marito, ma in fondo, dopo vent’anni di matrimonio, non sa chi sia l’uomo che ha sposato, è sicura che potrà scoprirlo solo vedendolo agire in quella sua “arena”. Bassam sembra l’uomo illuminato dall’esperienza della grande democrazia occidentale, all’inizio lo seguiamo con interesse e ammirazione. Ma un flash back ce lo mostra a nove anni come un baby assassino. Ha ucciso un uomo a sangue freddo al posto di Jamal che non ha voluto farlo nonostante l’insistenza umiliante del padre. Capiamo chi sia Jamal, difficile comprendere chi sia Bassam. Jamal è un sociopatico che disprezza la vita umana, ma ci muove a pietà. Suo padre lo ha ridotto così, lo ha spinto ad assistere ad atrocità inimmaginabili per guadagnarsi un giorno il trono. Bassam ha voltato le spalle al regime del padre ed è fuggito in America, ma è il figlio che più gli somiglia. Lo scopriremo man mano che la storia va avanti. Jamal è spietato con tutti, non ha il minimo senso del valore di una vita umana, ma la famiglia per lui è sacra, suo fratello è al vertice dei suoi affetti. Bassam ha il senso della vita umana, prova aberrazione per le stragi, vuole la democrazia, il dialogo, la civiltà, ma diventa uno spietato assassino quando qualcuno lo ostacola. Non mette al primo posto la sua famiglia, Molly si ritrova tra le braccia un uomo pragmatico, freddo, privo di ogni sentimentalismo. La donna ora capisce perché Bassam non voleva tornare ad Abbudin, temeva di dover affrontare la verità su se stesso: lui è come suo padre, un machiavellico, americanizzato, sicuramente meno folkloristico tiranno. Jamal, invece, appare il malvagio che desidererebbe diventare un uomo migliore, essere amato, ma è senza speranza, perché la sua spinta compulsiva alla crudeltà lo sovrasta all’improvviso, in modo imprevedibile. Tyrant è una serie interessante che descrive a tutto campo e in modo eccellente una realtà politica mediorientale. Ma i due fratelli, costruiti come individui psicologicamente “frammentati”, ci confermano che l’identità dell’umano è ormai seriamente messa in discussione.

 

Prodotta da Fox 21, la serie è stata ideata da Gideon Raff.

In onda il martedì su Fox HD Con Adam Rayner, Jennifer Finnigan, Ashraf Barhom, Moran Atias

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