SQUADRA ANTIMAFIA 6 II

SQUADRA ANTIMAFIA 6

FINISCE E TUTTO RESTA MOLTO COMPLICATO

E così finisce anche la sesta stagione di Squadra antimafia. In 10 puntate è successo di tutto e alla fine bisogna dire che in questo caso l’immaginazione ha superato ogni possibilità di realismo. Fino all’ultimo De Silva, l’agente segreto fuori controllo, ha avuto un gran da fare nell’ordire alleanze, complotti, stragi assassinii e con un continuo spostamento di cadaveri, ma, ironia della sorte, all’inizio dell’ultima puntata si ritrova di fronte a ben due personaggi non realmente morti. Il commissario Calcaterra, il nostro eroe solitario, dopo aver deciso di affrontare tutto e tutti da solo nelle strenua ricerca di Crisalide e dopo essere stato quasi ucciso dal giovane boss Ettore Ragno, alla fine si ritrova a salvare proprio il suo nemico De Silva con il quale pare arrivare persino a trovare una sorta di strana complicità.

Le sparatorie, le uccisioni e gli accoltellamenti si sono susseguiti sempre con ritmo regolare e cadenzato, accumulando abbondanti spargimenti di sangue e una quantità indefinita di morti. Il clima teso e cupo ha continuato a non dare mai tregua allo spettatore, mentre l’intricata trama delle vicende si è sviluppata, in modo spesso confuso, tra mafia, servizi segreti, corruzione, massoneria e forme di falsa religiosità, tanto per non farsi mancare niente. Ci sono tanti e diversi tipi di affetti e relazioni sfuggenti, troppo spesso fondate e convalidate solo dal sesso. Insomma tutti elementi utili per consentire al concept di continuare a svilupparsi all’infinito. Tuttavia al termine della sesta stagione di Squadra antimafia una cosa appare chiara e certa e cioè che le regole e i codici sono sempre e comunque percepiti e proposti come un limite, un vincolo castrante anche e soprattutto per dare corso ad una vera giustizia. Canale 5

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