TEEN WOLF

TEEN WOLF

GIOVANI LUPI O SOLO CUCCIOLI?

La visione dell’adolescenza del 21esimo secolo sarà argomento d’interesse per l’antropologia psicologica soprattutto se analizzata nell’ottica delle serie tv.

Non sarà difficile elencare tutte le storie che hanno al centro i giovani e l’adolescenza con una sfumatura di mostruosità a far da fulcro emotivo.

Vampires diaries, the Original, la saga di Twilight, e non ultimo Teen wolf: calamita per il successo ormai alla 5 stagione negli Usa e già in Italia sulla Fox

per la gioia dei giovani amanti di licantropi e cacciatori. 

Il plot è un classico del genere con altrettanto esasperati quanto comici sviluppi: in una noiosissima cittadina dell’America profonda, quella con i boschi e lo sceriffo che conosce tutti e la scuola piena di bulli e pupe, insomma il clichè che oggi va per la maggiore, succede qualcosa di brutto. Una giovane viene trovata esanime nel bosco. Il protagonista della serie Scott McCall (Tyler Posey) ed il suo amico Stiles (Dylan O’ Brian) vanno a curiosare ma nel buio qualcosa attacca Scott, sembra un animale feroce, un lupo. Si scoprirà da subito che il lupo non è di quelli marsicani e che la maledizione legata al suo morso sprofonderà il protagonista nella licantropia. Non mancano però gli elementi di sostegno come il suo migliore amico Stiles e Derek (Tyler Hoechlin), più grande e misterioso licantropo, come anche gli imprevisti a sfondo morale: la ragazza di cui si innamora Allison Argent (Crystal Reed), nomen omen, si scopre essere la discendente di una antica famiglia di cacciatori di licantropi. Il resto è prevedibile caccia al lupo e lotta tra lupi, in un via vai di situazioni fantasy molto in voga tra i ragazzi d’oggi, con una sfumatura di sensualità imberbe e scimmiottante una certa altrettanto risibile adultescenza.

Ciò che interessa è perché, “a un certo punto” della storia della tv, non si sia trovata metafora migliore per raccontare l’adolescenza se non quella del cambiamento mostruoso, nella follia degli impulsi descritti con una fenomenologia animalesca, vampiresca al caso, ferina. 

Mai come prima ai giovani è da tutte le reti affibbiato un ruolo che era stato appannaggio dell’uomo: il dissidio interiore, l’amletico essere o non essere qualcosa per cui valga la pena lottare, vivere con tutti i rischi che ciò comporta. 

In barba all’esistenzialismo, sembra invece che il giovane descritto dalle serie tv sia solo quel piccolo perverso polimorfo descritto da Freud, essere che vuole tutto e che nella sua onnipotenza senza corpo immagina di poter essere qualunque cosa: un vampiro per esempio o anche un uomo lupo.

Quel che ne risulta è una visione edulcorata dell’adolescenza, troppo comoda: i giovani sono in fondo degli animalucci. Peggio ancora, sono degli uomini in corpi piccini, come si credeva nel medioevo e perciò vanno trattati con la stessa fermezza degli adulti poiché degli adulti hanno già ogni pericolosità.

Sembra però che questo modo di fare si perda lungo la strada l’adolescenza stessa che senza le parrucche e i denti finti ha già il suo carico sufficiente di fantasmi da portare e sopportare; molto più concreti e interessanti se ci si prendesse la briga di immaginarli.

Ideatore Jeff Devis

In onda sulla fox

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