Daredevil | Terza stagione

Ricordate il finale di The Defenders? Daredevil sembrava spacciato, ma i veri morti si sono rivelati Iron Fist e Luke Cage, entrambi cancellati dalla programmazione di Netflix dopo le rispettive seconde stagioni. Nonostante un calo di watchers all’inizio della serie (pubblicata direttamente su Netflix dal primo all’ultimo episodio), la terza stagione di Daredevil mantiene gli alti standard narrativi delle prime due, troneggiando sui supereroi di quartiere Netflix/Marvel.

La struttura della terza stagione di Daredevil

La terza stagione di Daredevil ha 13 episodi. Nella prima parte della stagione l’eroe Matt Murdock si ritrova ferito e solo: ferito nello scontro finale con i ninja della Mano, solo perché ha perso, subito dopo averla ritrovata, il suo amore Elektra. Per questo motivo Matt rinnega il suo rapporto con Dio, in una serie di dialoghi con padre Lathom e suor Maggie.

Il conflitto interiore di Matt forse occupa troppo tempo nelle prime puntate, ma crea una base narrativa solida per il successivo sviluppo del personaggio, per evitare di correre il rischio di essere semplicemente un picchiatore di cattivi senza più scopo. Dal conflitto interiore passiamo a quello esteriore: Wilson Fisk, il cattivo della prima stagione, apparso anche nella seconda, ha strappato un accordo all’FBI, che gli ha permesso dei lussuosi arresti domiciliari in cambio di informazioni sulla malavita newyorchese.

È facile immaginare che Fisk stia architettando qualcosa, ma a Matt/Daredevil non interessa: quello che vuole è vedere Fisk ridotto all’impotenza. Ma a quale costo? La posta in gioco per Daredevil è molto alta: è la sua anima. Ciò che viene messo in discussione nel suo conflitto interiore è la necessità di superare il limite dell’omicidio: sembra che l’unico modo per fermare Wilson Fisk sia ucciderlo. Di parere contrario sono i due migliori amici di Matt, ognuno deciso a sconfiggere Fisk con la propria specialità: Foggie attraverso l’uso sapiente della legge, Karen tramite i media. Ma i tre, agendo singolarmente, sono destinati a fallire.

I personaggi secondari, punto di forza della serie

La struttura delle serie Marvel prodotte da Netflix è abbastanza simile di show in show, con alcune varianti. Gli elementi caratteristici sono i personaggi secondari (oltre che le capacità del supereroe). Uno dei punti di forza della terza stagione di Daredevil è quello di aver presentato dei personaggi di contorno molto interessanti, all’altezza dei protagonisti e che forniscono prospettive morali differenti ma molto comprensibili: su tutti spiccano i due agenti speciali dell’FBI, Nadeem e Pointdexter.

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L’agente speciale Nadeem è un padre di famiglia generoso, frustrato perché non riesce a dare al figlio e alla moglie quello che meriterebbero (complice una malattia della cognata che ha quasi prosciugato i suoi fondi). Quando riesce a strappare l’accordo con Wilson Fisk, capisce che nella sua vita qualcosa è cambiato. Senza anticipare troppo, Nadeem si ritroverà a compiere delle scelte di campo molto discutibili per il bene della sua famiglia, realizzando una parabola tragica nella quale chiunque abbia almeno un affetto umano si può rivedere.

L’agente speciale Pointdexter, chiamato Dex sai suoi colleghi dell’FBI, è sostanzialmente un soldato che ha bisogno di un obiettivo molto chiaro da seguire (e da colpire). Alle sua spalle ha un’enorme ferita che lo avvicina moltissimo a Wilson Fisk. Per questo motivo il super cattivo cerca di utilizzarlo come un’arma, aggirandolo. E, in qualche modo, anche Daredevil si serve di lui. Il totale disordine relazionale di Dex e la sua violenza primordiale lo condannano a entrare nelle fila dei cattivi, ma non ci lasciano indifferenti: a parità di condizioni chiunque di noi potrebbe diventare come lui.

Ecco il trailer in lingua originale della terza stagione di Daredevil, disponibile su Netflix:

Wilson Fisk, il cattivo già visto ma eccellente

L’unico difetto che si può imputare a Wilson Fisk è quello di essere già apparso nella prima stagione. Per il resto, le motivazioni, il piano e le debolezze di questo villain sono impeccabili. Rimanendo umano e vulnerabile grazie all’amore che lo lega a Vanessa, Wilson Fisk si rivela un abile manipolatore che non lascia nulla al caso e che ha un piano per ogni pedina. La sua abilità principale consiste nel trovare le debolezze di una persona e rivolgergliele contro, non importa se si tratta di un comune cittadino, di un agente dell’FBI o di un supereroe mascherato. Il suo passato da emarginato e il suo desiderio di rivalsa ai danni della comunità sono totalmente comprensibili dallo spettatore, che non sposa la sua causa ma in qualche modo la ammira proprio per la sua natura profondamente umana.

L’amore è la prigione perfetta – Wilson Fisk

Probabilmente una delle cause del fallimento degli altri show Marvel prodotti da Netflix si nasconde proprio nell’assenza di un grande cattivo, magari anche più grande del protagonista e che proprio per questo motivo rende la storia più divertente e avvincente.

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