The Bold Type | Tre donne alla conquista del mondo

Serie leggera e scanzonata, tutta declinata al femminile, The Bold Type narra le vicissitudini umane e professionali di Jane Sloan (Katie Stevens), Kat Edison (Aisha Dee) e Sutton Brady (Meghann Fahy), tre donne, tre amiche newyorkesi inseparabili che lavorano per Scarlet, rivista americana di moda, spettacolo, sport e amore che affronta in controtendenza tematiche legate all’universo femminile.

Loro compagni d’avventura sono la responsabile Jacqueline Carlyle (Melora Hardin), il giornalista Alex Crawford (Matt Ward), il direttore e membro del board Richard Hunter (Sam Page), la fotografa Adena El-Amin (Nikohl Boosheri), il giornalista di Pinstripe Ryan Decker (Dan Jeannotte), il caporedattore Moda Oliver Grayson (Stephen Conrad Moore) e Lauren Park (Emily C. Chang), elemento di spicco di Scarlet. Le difficoltà professionali delle tre protagoniste si intrecciano con i loro sogni e le loro ambizioni, e riflettono il coraggio e la determinazione di tre donne che lottano in ogni istante per affermare la propria dignità in un contesto lavorativo complesso, spesso ostile, ma anche creativo e stimolante. Jame, Kat e Sutton, si trovano così ad agire e a crescere in una realtà nella quale la forza dell’amicizia, l’aiuto e la collaborazione permette loro di affermare la propria identità e autonomia. I dubbi, le paure e le passioni umane e sentimentali delle tre donne non sfuggono all’attenzione dell’esigente Jacqueline: la direttrice di Scarlet pretende molto dalle sue collaboratrici, ma ricambia il loro impegno con affetto materno mostrandosi molto attenta e sensibile ai bisogni e alla piena realizzazione umana delle sue tre colleghe.

Trasmessa in Italia su Premium Stories ed ispirata alla vita di Joanna Coles, ex-capo redattore del periodico statunitense Cosmopolitan, e attuale redattore di Hearst Magazine, The Bold Type non brilla certo per originalità, ma l’interpretazione di Katie Stevens, Aisha Dee e Meghann Fahy. Risulta fresca ed equilibrata, permettendo al pubblico di entrare facilmente in empatia con i personaggi che esse incarnano. Ecco allora che l’idealismo di Kat, il pragmatismo di Sutton ed il romanticismo di Jane non rappresentano solo dei modi di essere individuali, non riflettono soltanto un atteggiamento personale e differente nell’affrontare la quotidianità, ma incarnano quel mix vincente di esperienze, emozioni e vissuti che permettono alla donna di affermarsi pienamente in una società fortemente maschilista. Pur agendo in un contesto promiscuo dove spesso sono vittime delle attenzioni e degli appetiti sessuali dei loro colleghi, le tre eroine acquistano progressivamente coscienza dell’importanza di essere apprezzate come persone e non come meri oggetti del desiderio.
Anche le crisi di identità delle donne, sembrano voler dire gli autori, sono determinate dalla faticosa ricerca di un modello di emancipazione alternativo a quello culturalmente dominante, nel tentativo arduo di imboccare una via che permetta alle donne di realizzarsi pienamente, senza restare soffocata dalle maglie anguste del maschilismo imperante. Il proposito degli autori è appunto quello di riflettere sulla fatica ed il percorso tortuoso che la donna del ventunesimo secolo deve compiere per sentirsi pienamente riconosciuta ed apprezzata per ciò che è. In un mondo complesso, caratterizzato da precarietà strutturale, relazioni umane sempre più liquide e sfuggenti, nonché dall’assenza di un orizzonte valoriale ampio e condiviso, è necessario ritagliarsi degli spazi ed individuare dei microcosmi sociali e culturali che permettano all’individuo di riflettere sul suo potenziale e di accrescere la propria autostima. 
In questo senso la redazione di una rivista come Scarlet non è soltanto quello spazio multiforme, colorato ed elegante nel quale si muovono le donne di questa serie, ma rappresenta, un luogo pieno di contraddizioni, un’arena nella quale la donna deve lottare duramente nel tentativo di affermare la sua unicità, rivendicando la sua umanità. Le tematiche affrontate in ogni episodio della serie sono numerose ed attuali: dalle crisi identitarie, alle insidie dei social network usati in maniera irresponsabile, dal senso di smarrimento e di angoscia che scaturisce da una precarietà perenne, alla ricerca di stabilità e di nuovi punti di riferimento: Ne deriva una serie televisiva d’evasione, priva di particolari colpi di scena, ma ugualmente capace di far riflettere il pubblico sugli ostacoli e le sfide della quotidianità.
Visto il buon successo di pubblico dei primi dieci episodi, nell’ottobre del 2017 la casa di produzione Freeform, ha annunciato la lavorazione di una seconda e di una terza serie. La seconda stagione è trasmessa dalla rete televisiva statunitense Freeform dal 12 giugno 2018, ma attualmente è inedita in Italia. Aspettiamo con ansia di vedere la seconda, imminente stagione per capire se sarà capace di introdurre elementi di maggiore originalità

Francesco Dentici

 

Genere: Comedy-drama (01 X 10 puntate)
In onda su Premium Stories da domenica 11 febbraio 2018 a domenica 15 aprile 2018 in prima serata

Interpreti principali:
Katie Stevens: Jane Sloan; Aisha Dee: Kat Edison; Meghann Fahy Sutton Brady
Melora Hardin: Jacqueline Carlyle; Matt Ward: Alex; Sam Page: Richard Hunter

Ideatori: Sarah Watson
Casa di Produzione: Freeform

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