The Handmaid’s Tale | Maternità e proprietà

The Handmaid’s Tale (Il racconto dell’ancella) è ambientato in un futuro non troppo lontano dove la fertilità delle donne è precipitata rovinosamente, dando vita a una crisi demografica mondiale senza precedenti. Negli Stati Uniti un gruppo di fanatici, noto come Gilead, prende il potere con la violenza per instaurare una dittatura militare e religiosa deviatamente veterotestamentaria: teocrazia autoritaria, stupri rituali, estromissione della donna da politica e cultura, annullamento dei diritti civili. La protagonista di The Handmaid’s Tale è June, un’ancella, ovvero una donna che può avere figli e per questo motivo è obbligata a unirsi una volta al mese con un Comandante, uno degli esponenti dell’establishment di Gilead. Come tante altre ancelle, June è stata strappata dalla propria famiglia (dalla figlia e dal compagno) con la forza, e obbligata all’adesione ai riti bestiali (ma formalmente religiosi) di Gilead.

Le vicende di June e della famiglia Waterford, presso cui è obbligata a vivere, si intrecciano con quelle delle altre ancelle e delle persone che hanno un ruolo di rilievo in questa società deviata: Nick, il custode-soldato di casa Waterford, zia Lidia, l’educatrice delle ancelle, Rita, la governante di casa Waterford. La linea temporale del presente (il regime di Gilead) si alterna, in modo molto classico (da Lost in poi), con i flashback della vita precedente dei personaggi principali. Mentre nella prima stagione il focus narrativo è soprattutto su June (chiamata Difred, poiché appartiene a Fred Waterford), nella seconda c’è più spazio per le storie di altri personaggi come gli stessi coniugi Waterford e l’ancella Emily.

The Handmaid’s Tale, una serie sulla maternità

La maternità è uno dei temi centrali di The Handmaid’s Tale. La grande forza di June è la speranza di poter rivedere sua figlia Hanna, della quale non conosce il destino, unita alla speranza di un futuro migliore per la creatura che porta in grembo. L’impossibilità di avere figli è il fardello che grava su Serena Waterford, moglie del Comandante Fred e padrona di June/Difred. Janine, un’altra ancella, è tormentata dal fatto che dopo il parto verrà separata dal figlio che darà alla luce in vece della sua padrona. Il distacco forzato da moglie e figlia fa perdere le speranze a Emily, un’ancella “gender traitor” (per Gilead gli omosessuali sono traditori del genere sessuale naturale, da condannare a pene indicibili).

I limiti della legge positiva evidenziati in The Handmaid’s Tale

Dai pochi elementi di sfondo che si possono evincere, il genere umano nella serie tv The Handmaid’s Tale (ispirata all’omonimo libro) non se la sta passando molto bene. La degenerazione sociale e culturale americana, che porta all’instaurazione del regime Gilead, viene raccontata con alcuni episodi che dicono molto della condizione generale dell’uomo contemporaneo: lo scollamento totale tra dimensione pubblica e privata, la non disponibilità al dialogo e un esagerato interessamento al benessere individuale portano, nella finzione della serie tv, alla rovina quasi totale di un popolo.

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Quello che emerge dalle ceneri è un regime teocratico che prende il peggio di tutte le espressioni fanatiche delle religioni monoteiste: la lapidazione, la negazione della democrazia, la sottomissione morale e fisica della donna, la chiusura dogmatica alla diversità, la violenza utilizzata come mezzo per ottenere qualsiasi fine, la mutilazione rituale a seguito di una violazione della legge, la divisione della società in classi chiuse… Il riferimento all’attualità sociale di alcune parti del mondo non è certo sottile.

La legittimità delle brutalità e assurdità perpetrate sotto il regime di Gilead in The Handmaid’s Tale porta sempre lo spettatore a considerare la tensione tra legge morale e legge degli uomini, tensione che esplode nelle relazioni tra June e i suoi carnefici: sebbene sia forzata dalla necessità di sopravvivere, June entra in relazione, in modi diversi, con gli esseri umani seppelliti all’interno delle anime dei Waterford.

Una storia sul biopotere

Il romanzo dal quale è stata tratta la prima stagione è stato pubblicato per la prima volta nel 1985. Qualche anno prima un filosofo e sociologo francese, Michel Foucault, aveva cominciato a parlare della biopolitica e del biopotere. Non è possibile dimostrare il legame diretto tra filosofia e romanzo, ma la teoria della biopolitica sembra essere un tema messo appositamente in scena nella finzione televisiva. In estrema sintesi, il biopotere è, per Foucault, la capacità della politica di gestire il corpo umano e regolare l’aumento o la diminuzione demografica. Il potere politico del regime di Gilead è totalmente concentrato sulla gestione della demografia, tanto che sembra che ci siano altre nazioni interessate ad acquistare donne fertili e bambini.

Le prime due stagioni di The Handmaid’s Tale sono disponibili su Tim Vision. La serie è stata rinnovata per una terza stagione.

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