The Last Kingdom

L’Inghilterra al tempo dei Vichinghi

di Daniela Delfini

IX secolo D.C. l’Inghilterra è abitata da Angli e Sassoni convertiti al cristianesimo e divisa in sette regni indipendenti.  Le continue incursioni dei Vichinghi portano morte e distruzione fra gli abitanti, fino a quando le incursioni non si trasformano in una vera e propria occupazione.

Uno ad uno i regni cadono sotto il dominio dei Danesi. Ultimo a resistere è il regno del Wessex governato dal re Sassone Alfred.

Questo il contesto storico nel quale si muove il protagonista della serie, Uthred di Bebbanburg (Alexander Dreymon).

Figlio di un nobile sassone, Uthred viene rapito ancora bambino dai Vichinghi, portato in Danimarca e allevato come uno di loro.

Quando la sua famiglia adottiva viene sterminata a causa del tradimento di un Danese rivale, Uthred è costretto a scegliere se tornare fra i Sassoni, il suo popolo di origine, o rimanere tra i Vichinghi di cui condivide ormai i valori oltre che l’abilità come guerriero.

Il desiderio di rivendicare i propri diritti di nascita lo spinge a tornare in Inghilterra e a mettersi al servizio di re Alfred.

 

La Fonte letteraria: “The Saxon Stories”

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La ricerca della propria vera identità, il conflitto fra due nature opposte, una più razionale e l’altra più selvaggia contraddistinguono questo personaggio, ben costruito e interessante anche grazie alla sua derivazione letteraria.

La serie infatti è tratta abbastanza fedelmente dai romanzi dello scrittore britannico Bernard Cornwell, che alla storia dei re Sassoni ha dedicato la saga “The Saxson Stories” basata su eventi storici reali.

Le vicende narrate nella prima stagione della serie si ispirano ai primi due romanzi “L’ultimo Re” e “Il cavaliere e il suo Re”. La seconda stagione è ispirata ai romanzi “I re del nord” e “Il filo della spada”.

La terza stagione (10 episodi di prossima uscita su Netflix) è ispirata ai romanzi “Il signore della guerra” e “La morte dei re”.

La serie coprodotta da BBC America (sostituita a partire dalla seconda stagione da Netflix) e BBC Two, è stata realizzata dalla Carnival Films, la stessa società di produzione di Downton Abbey e questo la dice lunga sulla qualità realizzativa di The Last Kingdom.

Ambientazioni, ricostruzioni, scene di massa, cast, fotografia, regia, sono quelli di una grande produzione e la spettacolarità è senz’altro uno dei motivi principali del successo della serie.

In ogni puntata non manca una grande battaglia e scene d’azione e combattimento scandiscono la narrazione (proprio per le scene di violenza la serie è trasmessa con il divieto ai minori di 14 anni).

 

L’umanità dei personaggi: il confronto con la serie Vikings

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Il tono epico con il quale vengono raccontate vicende sanguinose in parte immaginarie ma inserite in un contesto storico accuratamente ricostruito, lascia spazio anche all’umanità di personaggi non privi di debolezze e dilemmi morali.

Al di là della trama romanzesca, ne esce un affresco credibile di un’epoca storica caratterizzata da guerre perenni, violenza e da un traumatico scontro di civiltà, da una parte i Sassoni cristiani, dall’altra i Danesi fedeli ai loro Dei guerrieri.

Per il periodo storico trattato e per i temi, viene spontaneo il confronto con un’altra serie televisiva di successo: Vikings. Anche qui si raccontano le incursioni dei Vichinghi, ma il punto di vista sembra sostanzialmente diverso.

Se in Vikings si narra l’epopea di questo popolo di predatori e indomiti guerrieri con un tono che sembra esaltarne la selvaggia brutalità, in The Last Kingdom il punto di vista è più critico e la barbara violenza, se pur raccontata e mostrata, si inscrive in un quadro più complesso di incivilimento e contaminazione culturale.

Le credenze e gli stili di vita barbari vengono messi in discussione nel confronto con una civiltà più evoluta come quella dell’Inghilterra del tempo.

GENERE : serie TV historical drama (st.1 : 8 x 60’ st.2 : 8 x 60’ st.3 : 10 x 60’)
Una coproduzione BBC America e BBC TWO
DISPONIBILE SU : NETFLIX

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