Travelers

Viaggiatori con una missione: salvare l’Umanità.

Il viaggiatore che arriva dal futuro rappresenta un classico molto ricorrente  nei racconti di fantascienza. Niente di nuovo, quindi, se non che in questa serie scritta da Brad Wright, il viaggio nel tempo assume una connotazione particolare. E’ in ballo la salvezza dell’Umanità. All’intrigante curiosità di immaginare il futuro si associa una visione totalmente negativa del nostro destino futuro. E non solo.

Stanley Kubrick, oggi, rimarrebbe inorridito di fronte alla superficialità con la quale viene trattato il rapporto tra uomo e tecnologia. Non è solo una questione di distanza anagrafica tra gli autori contemporanei e il grande regista morto nel 1999. La superficialità dipende da una cultura che sprofonda nella visione tragica nei confronti della natura umana. E il catastrofismo tout court è sempre figlio del pressapochismo.

I protagonisti di questa serie sono dei viaggiatori che arrivano da un futuro nel quale la popolazione è stata decimata, la terra probabilmente distrutta.
I viaggiatori tornano nel 21° secolo per correggere quegli errori fatali commessi dall’Umanità che hanno generato a catena una sorta di apocalisse del mondo.

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Il desiderio di salvezza

L’Umanità continua quindi a sentire il bisogno di essere salvata. Ma affidandosi alla tecnologia. In diverse occasioni i viaggiatori decretano con rabbia la morte del “mito Adamico” e del Cristianesimo. Non è che una favoletta alla quale gli esseri umani hanno cominciato a non credere più già dal 21° secolo. “ Trovati un altro lavoro” viene detto da un viaggiatore a un prete… Si sente il peso della rabbia che si associa alla certezza dell’inganno.

Un dirigente dell’FBI realizza con gli anni che non è stato Dio a operare un miracolo di guarigione sulla figlia, ma il Direttore.

Il Salvatore è quindi il Direttore, una intelligenza artificiale che riesce a calcolare quali siano gli eventi, apparentemente insignificanti, che possono concorre al mutamento della storia nel suo insieme. Tutti i viaggiatori seguono la missione con devozione assoluta.

Era necessaria un’era tecnologica, facebook, gli archivi telematici perché questo potesse avvenire. Intervenire per evitare, per esempio, la seconda guerra mondiale non sarebbe stato possibile. Sfruttando gli archivi il Direttore individua persone che stanno per morire, e un attimo prima che accada, permette ai viaggiatori di trasferire la loro coscienza in quello che viene definito l’ospite.

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L’ospite e il viaggiatore

L’ospite, tuttavia, non scompare del tutto. Rimangono dei ricordi, rimane la vita comune e quotidiana che deve continuare. Questa “ normalità” crea una disorientante identità nei personaggi provenienti dal futuro. Rimangono le fragilità degli “ ospiti”. Per esempio Philip si ritrova nel corpo di un tossico dipendente e deve combattere una dipendenza penosa dalla droga.

La viaggiatrice che prende l’identità di Carly deve relazionarsi con un uomo, il padre di suo figlio, che l’avrebbe uccisa. In realtà l’ha uccisa. Dov’è la vecchia identità? Chi è la nuova donna che “ calza” il corpo della povera madre vittima di un marito violento?
Il viaggiatore che è entrato nel corpo di Mclaren, agente dell’FBI, si rifugia nell’amore che il suo ospite provava per Kate, la moglie.

La viaggiatrice che prende come ospite Marcy, una ragazza cerebrolesa, è un medico che all’improvviso deve spiegare a David, il suo assistente sociale, la nuova identità. E’ questo il personaggio più interessante nonostante il mixer tra lei e la fragile ragazza minorata.

Ne emergono personalità lacerate, sofferenti, altalenanti con un solo unico denominatore: la missione. Ne vale la sopravvivenza dell’Umanità.

Il messaggio più straziante che manda la serie è quello che definisce l’essere umano incapace di costruire un futuro per sé e per i propri simili a causa di quelli che l’antropologia cristiana definisce i sette vizi capitali. Non c’è speranza che l’umanità possa dominare i suoi impulsi peggiori. Non può fare altro che sottomettersi a una sofisticata intelligenza artificiale costruita dalla lucidità umana che, teoricamente, sa cosa sia il bene e il male. La compassione rimane fuori, ovviamente.

Travelers  segue un ritmo ben scandito, la storia si sviluppa in modo continuo.
Non si hanno ancora notizie di una futura terza stagione. Rimane il fatto che Travelers è indicata come una delle serie più viste.

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