Unabomber

Due personalità a confronto

Unabomber è una detective story, ma anche un thriller psicologico. La serie racconta la storia del killer che sconvolse l’America tra il 1978 e il 1995.
Un racconto analitico che mette a confronto un criminale e un profiler dell’FBI: Ted Kaczynski, James Fitzgerald.

Ted Kaczynski , detto unabomber, è stato un killer fuori dai cliché.

Dotato di una rara intelligenza e di una mente brillante, intraprese anche una carriera accademica. Soprattutto si rivelò un filosofo capace inquadrare i cambiamenti della società americana di quel periodo.

Ma allo stesso tempo, fu un freddo, cinico assassino seriale. Inviò numerosi pacchi bomba provocando morte o gravi mutilazioni.

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La prima stagione di Manhunt ha un doppio binario narrativo: gli ultimi anni della carriera criminale di Unabomber, 1995, la sua cattura e il processo nel 1997.

Un grande rilievo, come accennato, viene conferito al profiler dell’FBI, James R. Fitzgerald, ritenuto il vero e proprio artefice dell’arresto di Unabomber.

La voce narrante di Ted scandisce il ritmo drammaturgico delle otto puntate.
I lucidi e sofferti ragionamenti di Kaczynski ci permettono di entrare nel suo punto di vista, nella sua visione del mondo.

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La disumanizzazione della società industriale

Unabomber inveisce contro il progresso industriale e tecnologico che ha ridotto gli esseri umani a pecore che eseguono ordini senza farsi domande, in maniera automatica.

Jim Fitzgerald è l’uomo che ha catturato Unabomber attraverso un’ accurata analisi linguistica degli scritti autografi di Ted. Nella serie, con l’aiuto di una docente universitaria,  Futz studia a fondo la particolarità del linguaggio del serial killer.

E’ questa la parte più affascinante della serie che merita sicuramente un elogio.

La personalità di Fitz ci viene raccontato attraverso i numerosi flash back che intensificano l’attesa dell’incontro in prigione tra il profiler e Unabomber.

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Nonostante le loro diversi posizioni,  Ted e Fitz hanno un profondo denominatore comune. Entrambi eccellono ma le loro capacità non vengono riconosciute e valorizzate. Entrambi sono schiacciati dalla loro insoddisfazione.

Unabomber ha avuto esperienze traumatiche agghiaccianti. Ma ha fatto la sua scelta, ha reagito al disagio diventando un assassino.

L’agente Fitz, da parte sua, finisce col perdere la moglie e la famiglia quasi perfetta che aveva. Perde gli affetti perché è ossessionato da Unabomber, sente di condividere intimamente la sua visione filosofica e il suo disagio psicologico.

Il semaforo rosso dell’ultima sequenza della serie lo esprime magistralmente. Agli occhi di Fitz, ci appare come simbolo del potere silente ed inibitore che la macchina esercita sull’uomo.

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Il mistero della libertà umana

La condanna nei confronti dell’azione violenta, dal punto di vista tematico della storia, è chiara.

Fitz vuole con tutte le sue forze che Ted sconti il carcere. Vuole che Unabomer ammetta la sua colpa. Non vuole vederlo internato in un ospedale psichiatrico.

Vuole che incontri in tribunale le vittime sopravvissute, mutilate. Vuole che incontri i parenti di chi nell’attentato ha perduto la vita.

Anche se il disagio del serial killer è anche il suo disagio.
Abbiamo quindi due personalità geniali guidate dalle stesse idee ma che negli anni hanno deciso di seguire due strade diametralmente opposte: della giustizia e del bene,  dell’odio e della violenza.

Manhunt: Unabomber
2017
TITOLO ORIGINALE:
Manhunt: Unabomber
CAST:
Sam Worthington (Jim Fitzgerald)
Paul Bettany (Ted Kaczynski)
Jeremy Bobb (Stan Cole)Manhunt: Unabomber è una serie tv del 2017, ideata da Andrew Sodroskiprodotta da Discovery Channel, Manhunt: Unabomber.
Disponibile su Netflix

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