VIKINGS

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LIBERI DALLA CIVILTA’. IL MITO DI RAGNAR IL BARBARO, PADRONE DI SE STESSO E DEL MONDO

Da marzo 2015 su Rai 4 la seconda stagione della serie storica di culto ambientata fra i Vichinghi. Dopo i buoni ascolti della terza stagione in Canada e in America, è stata confermata la quarta stagione della serie.

Scandinavia, VIII secolo. Ragnar è un giovane e intraprendente guerriero vichingo che decide di sfidare i gelidi mari del nord per raggiungere le favolose e ricche terre occidentali come nuova meta di razzie e saccheggi. Costruita un’imbarcazione robusta e veloce inizia le sue incursioni. Il suo successo lo

porta a scontrarsi ben presto con il capo del villaggio. Dopo un duello all’ultimo sangue, l’ambizioso Ragnar riesce a prenderne il posto. Inizia così la sua inarrestabile scalata al potere, dove riesce a mettere a frutto il suo ingegno, la sua furbizia e la sua sete di conoscenza. 

La serie è stata realizzata per History, il canale dedicato all’approfondimento storico e il suo obiettivo dichiarato è quello di intrattenere e insieme di istruire. Da questo punto di vista Vikings è sicuramente un prodotto interessante. La ricostruzione della vita quotidiana, dei riti,  delle consuetudini del popolo vichingo rallenta, in certi casi, il ritmo della narrazione che si presenta un po’ sfilacciata, ma consente allo spettatore di apprendere in profondità la natura di queste genti, il loro modo di pensare, le credenze religiose, le ragioni profonde di un’ascesa che avrebbe portato nel giro di due secoli i Normanni a dilagare in tutta Europa. 

Il creatore della serie Michael Hirst, autore di altri titoli storici di grande successo come The Tudors e The Borgias, si avvicina con rispetto agli usi, costumi e tradizioni dei Vichinghi, raccontandone anche gli aspetti più crudeli e incomprensibili per la nostra sensibilità moderna, con l’oggettività dello studioso, ma anche con la partecipazione di chi non può sottrarsi alla fascinazione esercitata da questa civiltà primordiale e misteriosa. Così la materia narrativa si trasforma in mito ed emergono tra quelle genti barbare, valori profondi e radicati come la famiglia, l’amicizia, la comunità. Anche i sacrifici umani, nella loro indescrivibile crudeltà, vengono raccontati come una scelta di coraggio estremo da parte delle vittime, che si immolano volontariamente per propiziare gli dei a beneficio della comunità. Ci piacerebbe che tanto rispetto, tanta adesione emotiva e accuratezza nella ricostruzione storica, fossero applicati anche alle serie dedicate alle civiltà più vicine alla nostra, come l’antica Roma, o il periodo rinascimentale italiano, dove invece questo rispetto e questa mitizzazione si vedono ben poco e dove, al contrario, sembra prevalere una lettura fuorviante tesa a sottolineare solo gli aspetti più deleteri. Non sarà forse che gli autori anglosassoni vogliono riscrivere la storia a loro uso e consumo privilegiando le culture del nord rispetto a quelle mediterranee? Una sorta di razzismo storico nei confronti della tradizione greca, romana e cristiana?

Rimane il fatto che in Vikings il barbaro agisce libero dalla morale e da sovrastrutture etiche e proprio in questo viene vista la sua forza, il segreto del suo successo. Negando la consapevolezza innata del bene e del male, si esalta l’uomo libero dalla coscienza come l’uomo capace di andare oltre i limiti umani e raggiungere obiettivi impensabili. Ma c’è da chiedersi: perché portare a modello questo uomo dimezzato, priva della più profonda essenza umana, che è appunto la capacità razionale di distinguere il bene dal male?

VIKINGS una serie ideata e scritta da Michael Hirst

ATTORI PRINCIPALI : Travis Fimmel, Katheryn Winnick, Clive Standen

IN ONDA SU RAI 4  il mercoledì alle 23.00

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