ANALISI E CRITICA TELEVISIVA AD ALTA DEFINIZIONE

MODERN FAMILY

FAMIGLIE SENZA MADRE

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Il format: tre nuclei familiari, un patriarca ormai settantenne, Jay Pritchett

Ma andiamo per ordine. Jay ha sposato la giovane e avvenente colombiana Gloria, è diventato patrigno di Manny, avuto da Gloria nel precedente matrimonio, e padre del piccolo Jo. La seconda famiglia è composta da Claire, figlia di Jay, dal marito Phil e dai loro tre figli. Infine c’è la famiglia composta dal figlio gay di Jay, Mitchell, sposato con l’esilarante Cameron. I due papà hanno adottato una bambina vietnamita. Tre nuclei familiari distinti, ma una sorta di famiglia allargata, molto unita, solidale.


La serie, che somiglia alle moderne sit-com americane, è una sorta di “falso documentario”, che segna l’addio alle vecchie risate di sottofondo, che si articola sulle confidenze dei singoli e su un ritmo comico sicuramente ben riuscito.


La serie tv, ideata da Cristopher Loyd e Steven Levitan e prodotta da Fox Studios, afferma la critica, è il ritratto eccessivo e surreale della nuova famiglia americana. Surreale, quindi, non specchio della moderna società americana, come scrivono altri: un modello di famiglia forzato, del tutto teorico.

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Pur non meritando tanto successo (secondo la critica) la serie ha vinto molti premi. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti figurano ventidue premi Emmy, di cui cinque per la miglior serie commedia, e un Golden Globe per la miglior serie commedia o musicale. Tutto ciò è da attribuire al suo forte potenziale commerciale: la serie è indubbiamente ben fatta, fa ridere, non è pesante nel trasmettere i contenuti di fondo (che ci sono ), cerca di accontentare tutti, non presenta situazioni morbose di nessun genere, è visivamente pulita, non è impegnativa e, soprattutto, non dà fastidio, non ci sono eccessi di nessun genere. In poche parole, è rassicurante e rappresenta un investimento sicuro.

 

Pulita nelle immagini, vero, ma Modern Family nasce da una cultura che vuole a tutti i costi azzerare la differenza tra relazioni umane in nome di un generico amore che vince sempre, non tanto per la presenza di una felice coppia gay, ma per come sono raccontate le relazioni parentali. Che sia gradevole e faccia ridere, nessuno lo mette in dubbio, ma non si può nascondere il fatto che voglia imporre un modello di famiglia che nella realtà si vede più che raramente. Non racconta la famiglia contemporanea nella stragrande maggioranza delle situazioni, racconta piuttosto una chimera di una felice famiglia allargata dove vige affetto, lealtà, solidarietà e soprattutto tolleranza.

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Tolleranza verso tutto e tutti, tranne che nei confronti della ex moglie di Jay, nessuno viene giudicato tranne la Madre, la capostipite, che viene condannata e tenuta rigorosamente fuori dalla felice congrega.


Quindi rimane un patriarca per dare la sensazione che ci sia qualcosa di tradizionale all’interno di questo contenitore ma sulla capostipite di questo nucleo familiare allargato piovono le peggiori critiche. A lei la responsabilità delle difficili adolescenze e infanzie di Claire e Mitchell, la prima rigida, incapace di esprimere i sentimenti, ossessionata dal controllo, l’altro chiuso in se stesso, timido al limite del patologico.


In realtà non c’è una vera figura genitoriale matura, sensata, soprattutto non c’è una coppia genitoriale forte. Non si tratta quindi di un’esortazione al rispetto della diversità, in questo caso l’amore e il matrimonio gay, si tratta invece di un completo sradicamento e sconvolgimento delle relazioni parentali naturali.


La coppia genitoriale, secondo il modello naturale, è ritenuta responsabile non solo dei problemi psicologici dei figli, ma viene considerata la fonte primaria della discriminazione. Per questa ragione va cancellata la complementarietà maschio femmina della coppia genitoriale che educa, che è al timone della famiglia.

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Mentre il patriarca Jay è il padre saggio (si fa per dire), la coppia Mitchell Cameron, anche se sembrano due papà isterici e smemorati, talvolta si fa promotrice dei principi di civiltà e di progresso. La loro relazione è attenta e molto dialogante.


La coppia Jay Gloria è più simile a una relazione padre/figlia. La splendida e giovane colombiana per sua stessa ammissione ha voluto un uomo più anziano perché cercava una figura paterna. La coppia  Claire/Phil pur mostrando qualche sprazzo di felice complicità propone una coppia genitoriale squilibrata (lei deve occuparsi di tutto in casa, lui eterno adolescente) e che va a tentativi goffi nell’educazione dei figli.

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Modern Family ha un ritmo comico travolgente. Tuttavia è bene che lo spettatore si renda conto di divertirsi grazie allo spettacolo di chi accusa la famiglia composta da un uomo e una donna che mettono al mondo dei figli di essere la fonte problemi.  
Forse chi pensa questi prodotti crede che le persone possano dimenticare senza troppo dolore che cosa sia una famiglia. Dimenticare, magari ridendo. 

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