ANALISI E CRITICA TELEVISIVA AD ALTA DEFINIZIONE

 

L'ISOLA DI PIETRO

LA NEMESI DI CATERINA COME RISPOSTA AI CONFLITTI RELAZIONALI

 

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Siamo solo a metà della stagione, al giro di boa, e già dalla seconda puntata accadono avvenimenti importanti e cruciali per la risoluzione del caso, ma anche per le dinamiche relazionali.


Avevamo lasciato Caterina sul bordo di un precipizio, disperata per tutte le circostanze che le erano piovute dal cielo (la gravidanza e l’accusa di tentato omicidio).

Ma la rivelazione di Elena è stata incisiva ed ha convinto la ragazza a fidarsi di lei. Pietro però è rimasto colpito da quella verità e vuole vederci chiaro: confrontandosi con la figlia e raccogliendo le memorie di un passato ormai sepolto, recupera il bandolo della matassa ingarbugliata e dispiega ogni filo allisciandolo con cura e precisione. Scopre così che Grazia, l’amica di famiglia aveva stretto un patto con Elena nel momento più delicato della sua vita. Impossibilitata ad avere figli, decide di sottrarre la neonata alla madre per via della sua età.

Pietro è sconvolto dalla freddezza con cui anche ora Grazia non mostri alcun tipo di pentimento. Caterina è sua nipote e vorrebbe poterlo dire a tutti, lei compresa. Il vaso di Pandora è già stato aperto e molto di quello che non è stato ancora detto ha già turbato molte vite.

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Le indagini proseguono pur senza importanti risultati fin quando emerge la pista della droga. Tutti i ragazzi presenti alla festa avevano fatto uso di cocaina, l’ingrediente perfetto per rimorchiare e fare bella figura con gli altri. In un contesto così alterato come quello, diventa ancor più facile lasciarsi troppo andare: droga, alcol e tanta sfrontatezza hanno dato vita alla drammatizzazione dei sentimenti. Caterina diventa la vittima ideale di un episodio di bullismo e il capro espiatorio che possa coprire altri altarini. Ma poi, il colpo di scena.


Caterina non è incinta, si era inventata tutto pur di fuggire da una famiglia che le è sempre stata stretta. E il suo allenatore di windsurf ha tentato più volte un approccio sessuale che lei ha rifiutato: l’ombra della violenza femminile riapre anche in questo caso la ferita di Elena dell’abuso subito da Samuele. Il fratello di Alessandro, infatti, non è così pulito come vuole far sembrare, il suo passato di spacciatore lo ha sicuramente marchiato anche agli occhi della gente. Ma Elena non se la dimentica quella scena della violenza da cui quindi è nata Caterina. Ma perché Caterina si è inventata tutto?

A fornire delle probabili risposte è Diana, la ragazza risvegliatasi dal coma dopo l’incidente. Ha riportato una brutta cicatrice sul volto della quale va fiera: sua madre, ex modella pentita di essersi fatta una famiglia, ha proiettato sulla figlia grosse aspettative di successo nel campo della moda, caricandola di timori e sensi di colpa. Diana è però minacciata dalla figura di un losco individuo, un fotografo che, per la sua bellezza, l’ha instradata nel giro della prostituzione. È una baby squillo e guadagna molti soldi che usa per fare acquisti di un certo livello: gioielli, vestiti, borse. Anche Caterina è nello stesso giro e solo queste due ragazze sanno cosa sia successo alla tonnara quella sera. Ma proprio prima di saperne di più, Diana scompare e viene ritrovata morta su di una rupe.

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La fiction, avvincente nelle complesse trame e sottotrame, riflette lo specchio della società attuale dei giovani ma anche degli adulti. Gravidanze reali o presunte, bullismo, conflittualità con gli adulti, specie se genitori , sono le principali tematiche di quello che è definito tecnicamente breakdown evolutivo, ovvero la breccia durante lo sviluppo psicologico dell’adolescente che collima con comportamenti disadattativi (alcol, droga, comportamenti antisociali, conflittualità relazionali), in risposta a evidenti sistemi familiari e sociali del tutto disfunzionali.


Ma anche gli adulti non se la passano bene: accanto al retaggio di comportamenti psicopatologici legati alle dipendenze da sostanze, vi sono importanti blocchi della comunicazione tra genitori e figli, gli uni impegnati ancora al raggiungimento di gratificazioni personali e gli altri disorientati o allo sbando. Come Caterina che alza il polverone su di lei per attirare l’attenzione, quasi per apparire colpevole a tutti i costi, per punirsi. E sul movente di questo atteggiamento non possiamo che attendere il prosieguo delle puntate.

Domenica in prima serata su Canale 5

 

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