ANALISI E CRITICA TELEVISIVA AD ALTA DEFINIZIONE

This is us – seconda stagione
Dolore, amore, speranza formato famiglia

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Il 23 ottobre è tornata sugli schermi di Fox Life “This is us” intelligente ed apprezzatissima serie americana che nella precedente incarnazione ha saputo analizzare, attraverso un impianto drammaturgico sapiente e ben congegnato, le vicende della famiglia Pearson, restituendo al pubblico l’immagine di una realtà complessa e sfaccettata, ma pur sempre nucleo fondamentale della società umana.

Protagonisti della serie sono Rebecca e Jack, una coppia di sposi molto affiatati ed innamorati, Kevin e Kate, due fratelli gemelli, figli biologici della coppia, e Randall, un orfano alla ricerca del padre biologico, adottato dai coniugi Pearson. Nei 18 episodi della prima stagione, grazie all’utilizzo efficace di flashback e flashforward, gli autori hanno approfondito, nel passato (a partire dal 1980), le vicende di Jack e Rebecca alle prese con i tre figli da crescere (i due gemelli e Randall) e nel presente, 36 anni dopo, le scelte di vita dei tre fratelli e dei loro compagni di vita.

Nei costanti salti temporali tra presente e passato lo spettatore ha così la possibilità di approfondire la psicologia di ciascun personaggio e di coglierne il vissuto, talora intimo, talora conflittuale, in relazione a ciascun membro della famiglia. Ne deriva uno sviluppo drammaturgico molto ricco di trame e sottotrame, in grado di conferire un grande spessore alla narrazione.

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La serie pone infatti l’accento sull’influenza che l’educazione e le aspettative genitoriali hanno sulle scelte, la condotta ed il vissuto emozionale dei figli e ci ricorda sempre che la famiglia è ciò che siamo noi, il nostro retaggio, il nostro patrimonio identitario, culturale e spirituale, una struttura monolitica e complessa allo stesso tempo, capace di condizionare in profondità i nostri orientamenti e i nostri destini.

Risulta impossibile esprimere un giudizio esaustivo sui primi episodi della seconda stagione, senza soffermarsi per un istante sugli intrecci drammaturgici, e sui significati sottesi alle complesse dinamiche familiari che hanno caratterizzato sin quì ciascun episodio.

Ciò è necessario al fine di delineare traumi, bisogni e aspettative dei vari personaggi sulla scena e sottolineare il legame intrinseco tra le due stagioni. Numerose sono infatti le tematiche messe a fuoco nel corso di ogni puntata ed è possibile individuare tre filoni narrativi. Il primo blocco è rappresentato dal tema del lutto e della sua rielaborazione, trait d’union tra la vicenda esistenziale dei coniugi Pearson e di Wiliam Hill, padre biologico di Randall.

Mentre infatti essi adottano Randall nel tentativo disperato di colmare il vuoto causato dalla morte del terzo gemello, Wiliam, che ha visto morire sua moglie durante il parto, è tormentato dal rimorso per aver abbandonato il figlio Randall presso una stazione dei pompieri, nell’impossibilità di crescerlo, anche a causa della sua tossicodipendenza.

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Un secondo blocco è costituito dal rapporto conflittuale tra Kevin ed il fratellastro di colore Randall. Quest’ultimo cerca di dare sempre il meglio di sè in ogni circostanza e di essere a tutti ben accetto, ma avverte il peso di una“diversità” inconciliabile all’interno di una famiglia “bianca”. Ecco allora che la ricerca del padre biologico esprime anche il bisogno di riappropriarsi delle proprie origini culturali.

Un terzo livello è costituito dal rapporto di co-dipendenza tra i due gemelli Kate e Kevin. Il primo è immaturo e capriccioso, desideroso di essere sempre al centro dell’attenzione per fronteggiare una percepita mancanza di considerazione da parte dei genitori durante l’infanzia, incapace com’è, di trovare una stabilità affettiva e professionale; la seconda appare fragile ed insicura e convive da sempre con un’obesità che non riesce a sconfiggere.

I due fratelli si sostengono a vicenda, ma la presenza opprimente di Kevin nella vita della sorella gemella, impedisce a quest’ultima di dare un risvolto positivo alla sua storia d’amore con Toby.

Su questi tre blocchi si innesta una fitta rete di intrecci e sottotrame che permettono allo spettatore di far luce, tra passato e presente, sul vissuto di ciascun personaggio: le ferite, i traumi di ieri, sembrano voler suggerire gli autori, hanno un’eco profonda sul presente, sono sofferenze che non si possono cancellare e che orientano in profondità le scelte future dei tre fratelli e dei loro genitori.this_is_us2quatris.jpg

Troviamo Randall che, scoperta la verità sulle sue origini, intende riabbracciare suo padre Wiliam, ormai vecchio e malato, per ristabilire con lui un rapporto autentico, una relazione empatica in grado di lenire il rimorso dell’anziano e la sua rabbia di fronte all’abbandono subito. Approfondiamo la conoscenza del Wiliam del passato, poeta dolce e malinconico, che ha prima messo incinta sua moglie, per poi fuggire dalle responsabilità genitoriali di fronte alla morte di quest’ultima.

Scopriamo che i coniugi Pearson, tanto impegnati in passato nella crescita e nell’educazione dei loro figli, nel tempo presente si sono separati e nel susseguirsi delle puntate cerchiamo di interrogarci sull’improvvisa uscita di scena di Jack e sulla comparsa accanto a Rebecca di Miguel, amico e collega del suo ex marito.

Approfondiamo le origini remote dell’obesità di Kate, attribuita all’incapacità di Rebecca di instaurare un rapporto autentico con la figlia, vittima delle costanti attenzioni dell’apprensiva madre a causa della sua “rotondità”. Comprendiamo così come la scarsa autostima della gemella sia determinata dal suo sentirsi diversa rispetto agli altri, percezione di sè che le impedisce di mettere a frutto il suo spiccato talento per il canto.

E i coniugi Pearson? La loro relazione, dapprima appena abbozzata, si delinea pian piano nel susseguirsi delle puntate. Emerge il ritratto di una coppia salda ed affiatata, totalmente assorbita dalle responsabilità genitoriali, che tuttavia percepisce ben presto di non essere all’altezza dell’impegno richiesto nel crescere ed educare i tre figli. Nonostante le piccole difficoltà della vita quotidiana Jack appare sempre come un marito fedele, disposto a sacrificare sè stesso per il bene della moglie e della propria famiglia, mentre Rebecca è una donna dal carattere sfaccettato: ama profondamente i suoi figli, ma l’attenzione spasmodica rivolta all’obesità di Kate e all’esigenza del figlio adottivo Randall di integrarsi pienamente in un contesto culturale diverso da quello di appartenenza, pone in secondo piano i bisogni di Kevin, il quale, non sentendosi riconosciuto ed amato, ricorre agli espedienti più disparati pur di essere sempre al centro dell’attenzione.

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Significativa poi la figura di Miguel. Inizialmente questi funge da osservatore esterno alla coppia ed attraverso il suo sguardo lo spettatore scopre che Jack Pearson non è soltanto un padre amorevole e premuroso, ma anche un assiduo consumatore di alcool. Poi lo ritroviamo nel presente accanto a Rebecca, che sposa dopo la morte di Jack, avvenuta durante l’adolescenza dei tre figli. ll tema della morte e del lutto irrompe di nuovo con prepotenza negli ultimi episodi della prima stagione: Wiliam, malato terminale, si spegne, dopo un lento ed inesorabile decadimento fisico, ma è simbolicamente accompagnato in questo viaggio dall’abbraccio caloroso delle nipoti e figlie di Randall, Annie e Tess. Esse preparano per lui un funerale divertente e colorato nel ricordo di un uomo dolce e romantico che, nonostante l’abbandono del figlio ha saputo redimersi conquistando il cuore di coloro che l’hanno conosciuto.

Jack, d’altra parte, sparisce all’improvviso e la sua morte è un trauma più difficile da elaborare per i tre figli ed in particolar modo per Kate. Le cause della sua scomparsa rimangono tuttavia ancora avvolte in un fitto mistero.

La seconda stagione riprende esattamente da dove finisce la prima con Kate che decide di diventare una cantante, Randall che intende adottare un figlio, e Kevin che affronta un colloquio di lavoro con il regista Ron Howard. Un nuovo flashback mette in luce il rapporto sempre più conflittuale tra i due coniugi Pearson che devono giustificare ai loro figli adolescenti la scelta della separazione.

Proprio l’adolescenza come età delle scoperte e dei cambiamenti è al centro di questi primi episodi. Particolare enfasi è posta al desiderio di Randall di andare alla ricerca delle proprie origini e al rapporto conflittuale di questi con Kevin e Kate. Kevin e Randall in particolare sono costantemente in competizione tra di loro, ma, di fronte alla separazione dei genitori, i giovani ragazzi ritrovano la loro unità.this_is_us26.jpg

Presumibilmente nel corso dei futuri appuntamenti avremo modo di acquisire maggiori indizi sulla misteriosa morte di Jack, ma è intanto arrivato il momento di tirare le somme e di esprimere un giudizio esaustivo, seppur non definitivo, su questa serie, veramente ben congegnata da un punto di vista drammaturgico. Apprezzata in maniera unanime da critica e pubblico e candidata al Golden Globe 2017 come migliore serie drammatica, “This is us” si rivela come un esperimento ben riuscito, grazie soprattutto al proposito degli autori di mettere in scena la normalità, di raccontare scorci di vita quotidiana che riguardano ciascuno di noi e che spingono lo spettatore a immedesimarsi profondamente con i sentimenti, i traumi, le ansie e le speranze dei protagonisti.

Attraverso un uso oculato e attento dei salti temporali il pubblico entra così in empatia con la famiglia Pearson da riconoscere nelle ferite, nei dolori, nelle privazioni e nelle ambizioni dei singoli componenti uno spaccato della propria esistenza. La serie pertanto non racconta nulla di insolito o di eccezionale, ma affronta con semplicità e al contempo spessore analitico temi comuni, inquadrati secondo diverse prospettive e attraverso il punto di vista di ciascun attore coinvolto.

Ne deriva un prodotto significativo e di inedito spessore, che non intende fornire risposte sterili e scontate ai molteplici interrogativi che attraversano la nostra esistenza, ma che vuole piuttosto proporre una riflessione sugli aspetti solo apparentemente banali del nostro vivere ed agire quotidiano: separazioni, traumi e lutti fanno parte della vita di ciascuno di noi e devono essere affrontati con quell’unità di intenti e quello spirito di sacrificio che trovano piena realizzazione nella famiglia.

Una serie imperdibile, che rivela come l’identità di ciascuno d noi sia profondamente condizionata da scelte più o meno consapevoli nel presente e nel passato. Un nesso di causa effetto declinato con competenza e profondità, condensato in una serie da non perdere.


In onda dal 23 ottobre 2017 alle 22.00 sul canale satellitare Fox Life (2 stagioni X 36 puntate)
Genere: dramma familiare
Interpreti principali: Milo Ventimiglia: Jack Pearson; Mandy Moore: Rebecca Pearson/Malone; Sterling K. Brown: Randall Pearson; Chrissy Metz: Kate Pearson; Justin Hartley: Kevin Pearson; Susan Kelechi Watson: Beth Pearson; Chris Sullivan: Toby Damon; Ron Cephas Jones: William H. Hill/Shakespeare; Jon Huertas: Miguel; Alexandra Breckenridge: Sophie; Eris Baker: Tess Pearson; Faithe Herman: Annie Pearson.
Ideatore: Dan Fogelman
Casa di produzione: Rhode Island Ave. Productions, Zaftig Films, 20th Century Fox Television

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